Roger Federer: "Berrettini? Non so se giocherò. Deciderò col mio team"

Le parole dello svizzero dopo il successo contro Dominik Koepfer

Foto Ray Giubilo

Roger Federer, in scena durante la sessione serale sul Philippe-Chatrier, ha sconfitto, dopo oltre 3 ore e mezza di battaglia, il tedesco Dominik Koepfer con il punteggio di 7-6 6-7 7-6 7-5, qualificandosi per gli ottavi di finale, turno in cui ad attenderlo c’è Matteo Berrettini. Questo ha causato nello svizzero grande gioia, tuttavia, ai microfoni, l’ex numero 1 al mondo ho sollevato alcuni dubbi sulla sua presenza in campo lunedì contro il tennista romano.

“Sinceramente – afferma Roger – non so quanto posso spingere sulle ginocchia. Anche nel 2017 non lo sapevo e poi ho vinto, ma oggi è totalmente diverso. Mi piacerebbe molto essere al posto di Rafa o Nole: loro sanno che, se giocano al meglio delle loro possibilità, vincono. Io, purtroppo, non ho più questa sensazione: so solo che devo mettere quanti più match possibili sulle gambe per sentirmi meglio, al contempo non devo prendere troppi rischi. Dunque, non so se giocherò lunedì contro Berrettini. Tra stanotte e domani cercherò di fare il punto della situazione con il mio team, provando a comprendere se posso permettermi il rischio di scendere ancora in campo oppure no”.

In seguito, lo svizzero ha anche lasciato trasparire grande gioia per il match vinto: “Alla fine del secondo set – ammette il numero 8 al mondo – non sapevo quanta benzina mi era rimasta, poiché era stata una grande battaglia fino a quel punto. Allora ho sentito la necessità di rallentare il ritmo, lasciar scorrere le sensazioni, far sì che l’esperienza facesse il suo lavoro. Poi, quando mi sono sentito meglio, ho ripreso a spingere. Spesso capita, durante i match al meglio dei cinque set, di avere momenti in cui stai meglio e momenti in cui stai peggio. È stato molto importante per me vincere questa partita: riuscire a prevalere dopo 3 ore e 35 minuti vuol dire superare uno step incredibile. Ad essere sincero, non pensavo di essere in grado di vincere tre partite qui, soprattutto non pensavo di poterle vincere giocando bene come con Cilic o lottando in circostanze del tutto differenti come stasera. Quindi, sono felicissimo, anche se abbiamo da fare un gran lavoro ora con il team per recuperare. Devo dire, inoltre, che non sono abituato a giocare senza tifosi, avendo perso grandissima parte della stagione post lockdown. Bisogna ammettere che la pandemia non è ancora finita, quindi dovrò abituarmi: penso che anche ad Halle non ci sarà lo stadio pieno. Purtroppo è qualcosa che a me proprio non piace: se fossi stato un teenager, mi sarei concentrato più sulla battaglia e sul tennis giocato, ma, a questo punto della carriera, sento il bisogno del calore del pubblico. Oggi ci sono state tante difficoltà: primo match contro Koepfer, prima sessione serale qui a Parigi, primo match senza pubblico, credo, della mia vita. Dunque, sono davvero felice di essere riuscito a spuntarla, trovando una soluzione a tutto. Anche perdere in quel modo il secondo set non è stato facile da mandare giù: allora ho provato a pensare a tutte le persone che, tramite lo schermo televisivo, stavano guardando la partita e cercavano di vedermi esprimere un buon gioco. Questo mi ha aiutato tantissimo”.

Infine, un pensiero sulla scelta di far iniziare alle 21 un match maschile al meglio dei cinque set: “Beh – spiega Federer – diciamo che non è il massimo terminare così tardi una partita, però gli spettatori contano e le aziende devono fatturare. Questa è la vita di noi professionisti, fa tutto parte del gioco. L’unica cosa è che, mentre sul cemento le condizioni sono abbastanza simili tra il giorno e la notte, sulla terra cambiano completamente. Detto questo, a me non cambia molto a che ora gioco: ogni giorno devo svegliarmi e ascoltare il mio corpo, per comprendere come stanno le mie ginocchia e quanto ancora posso spingere. In ogni caso, va tutto bene: sono felice di aver giocato, sono felice di aver vinto”.

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