01 January 2021

Pescosolido, coach e genitore al Lemon Bowl: "Il doppio ruolo non è sempre facile"

Stefano si è presentato alla 37ª edizione con il figlio Mattia e altri ragazzi dello Sporting Milano 3

1 di 2
1/2

Stefano Pescosolido - Foto Alessandro Nizegorodcew

 

Il Lemon Bowl si appresta a entrare nel vivo. L'edizione numero 37 al New Penta 2000 si sta rivelando di alto livello e tra i protagonisti delle qualificazioni spicca il nome di Mattia Pescosolido, figlio di Stefano, che si sta cimentando nel torneo under 12. L'ex top-50 si è espresso su quanto sta avvenendo sui campi e quanto sia importante confrontarsi in manifestazioni del genere per i più piccoli: “Giocare questa rassegna è sempre un’esperienza formativa, mi fa piacere che qui ci sia anche Mattia. Sono felice che i miei figli giochino a tennis, con loro ho un bel rapporto, anche se ricoprire un doppio ruolo non è sempre facile".

"Mi fa piacere esserci e aver rivisto tante persone. Il livello di tennis è sempre alto ed in ogni categoria ci sono i migliori: il campo partecipanti vale più di quello di un campionato italiano”. Invece sul movimento del tennis azzurro spende parole al miele: “Siamo messi molto bene. Nel maschile abbiamo tanti atleti in top 100 e anche tra i primi 200: penso che i ragazzi abbiano proprio cambiato mentalità. Adesso dal punto di vista mentale tanti hanno la convinzione di fare bene e entrare nei primi 100, come Mager e Caruso. Ora sono anche più coraggiosi nelle scelte di programmazione. Coppa Davis? Siamo una squadra completa, le possibilità ci sono, anche se serve fortuna. Sognare non è sbagliato, l’organico per conquistare il titolo non manca”, conclude Pescosolido.

Paolo Verna e Matteo Gigante - Foto Alessandro Nizegorodcew

Matteo Gigante, attuale numero 563 ATP e vincitore del Lemon Bowl under 14 nel 2016, ha fatto il suo ritorno da ospite sui campi del New Penta 2000: “Ho giocato qui dall’under 8 all’under 14, ogni volta mi sento a casa - ammette -. Dopo quel successo abbracciai forte il mio maestro Alessandro Galli, un ricordo indimenticabile. I ricordi più brutti? Sicuramente le volte che non sono riuscito ad andare oltre il secondo turno, ero fisicamente più piccolo degli altri. La preparazione sta andando bene, non sono mai stato così motivato. Obiettivi? Meglio non sbilanciarsi”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
TUTTO SU ROGER, RAFA E NOLE