07 August 2020

Nadal il golfista, Wozniacki la maratoneta: quando un solo sport non basta

Rafa ha sfiorato il titolo negli Assoluti delle Baleari di golf chiudendo al quarto posto ma non è l'unico sportivo a cimentarsi in altre discipline all'apice della propria carriera. Scopriamoli assieme

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Rafa Nadal cambia mano e sport ma è sempre lì, tra i migliori. Se occorrerà aspettare per rivederlo competere con una racchetta in mano anche alla luce del suo forfait agli Us Open, sul green dei campi da golf il 19 volte campione Slam è già altamente competitivo. Il maiorchino sta impressionando negli Assoluti delle Baleari dove ha mantenuto il quarto posto nella gara che vede ai nastri di partenza una sessantina di partecipanti. Dopo il par (72 colpi) nel primo giro al Club di Capdepera, Rafa si è quasi ripetuto chiudendo la propria performance con 74 colpi e restando in scia dei migliori dopo essere stato anche al comando. Il dna vincente di Nadal non è una scoperta ma stupisce la naturalezza in uno sport che per l'attuale numero 2 al mondo non può che essere solamente un bel passatempo. D'altronde, il bollino di garanzia era arrivato addirittura dall'attuale leader del ranking di golf John Rahm ("E' fortissimo, quasi mi batteva") seppur il primo 'amore' sportivo di Nadal sia stato il calcio: nipote dell'ex capitano del Barcellona Miguel Angel e grandissimo tifoso del Real Madrid, Rafa ha però deciso di lasciare il mondo del pallone a 14 anni per evitare infortuni, scegliendo il golf come hobby per staccare dai ritmi infernali del tennis e concedersi del relax pur tenendo allenata l'attitudine alla competizione.

Foto Ray Giubilo

Non si è risparmiata neppure Caroline Wozniacki, autrice di un'impresa memorabile nel 2014 e all'apice della propria carriera. In un anno difficile per motivi extra-tennistici (l'ex numero 1 al mondo era stata lasciata da Rory McIlroy 'con una telefonata' a pochi mesi dal matrimonio), la tennista danese si è tuffata a capofitto nello sport tenendosi impegnata anche durante l'off season. Dopo una stagione dura impreziosita dalla finale agli Us Open e dalla semifinale a Istanbul, la Wozniacki ha corso la maratona di New York a una settimana dal termine delle Wta Finals. E lo ha fatto con un tempo grandioso, tagliando la linea del traguardo sotto le tre ore e mezza (3h 26m 33s il suo tempo). Ad accoglierla, in lacrime e commossa, la grande amica Serena Williams che ha girato anche un breve video per celebrare l'arrivo di Caroline.

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Live from the red carpet.

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Tennisti ma non solo, il caso più eclatante di sportivo che abbandona per un periodo più o meno lungo il proprio habitat naturale è quello di Michael Jordan. Dopo il three-peat con gli imbattibili Bulls in Nba e l'assassinio del padre James, MJ decise di cimentarsi col baseball spinto dall'insaziabile voglia di "dimostrare di poter primeggiare in un'altra disciplina". Per oltre un anno si cimentò nello sport che aveva amato da ragazzo (assieme a suo papà), regalando notorietà mediatica ai Birmingham Barons, squadra militante in una sorta di serie C. Nel marzo del 1995, dopo 17 mesi di ritiro volontario, 55 battute, 30 basi rubate e 7 fuoricampo, Jordan tornò a vestire la canotta dei Bulls annunciandosi al mondo interno con un semplice ma iconico “I’m back”.

Ancor più incredibile la storia di Ester Ledecka ai Giochi Olimpici di Pyeongchang. La ceca, specialista nello snowboard, si mise al collo l’oro del supergigante partendo col pettorale numero 26. “Pensavo fosse un errore sul tabellone sul mio tempo e che avrebbero modificato poco dopo. Poi tutti hanno iniziato a urlare e ho cominciato a realizzare”, le descrizione di quello storico momento. Di stucco Veith, battuta di un solo centesimo, e Weirather in una gara che ha lasciato a secco di medaglie atlete del calibro di Vonn, Brignone, Goggia e Gut. Ledecka, non contenta, confermò poi il pronostico nella sua ‘vera’ professione, lo snowboard, diventando la prima donna a centrare due titoli in due discipline diverse nelle Olimpiadi invernali.

Meno fortuna, invece, per Ivan Perisic che nell’estate del 2017 esordì come professionista nel beach volley assieme a Niksa Dell’Orco. Il croato, ai tempi tesserato dell’Inter, giocò nella tappa casalinga di Parenzo valevole per il World Tour grazie a una wild card ma salutò, come ampiamente pronosticabile, con tre sconfitte per 2-0 terminando all’ultimo posto in classifica.

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