Murray: "Berrettini? Gli manca ancora qualcosa per vincere Wimbledon"

Le parole di Andy Murray dopo la sconfitta contro Matteo Berrettini al Queen's

Foto Felice Calabrò

Dopo aver battuto Benoit Paire all’esordio, Andy Murray esce al secondo turno del Queen’s per mano di Matteo Berrettini. Sconfitto con un doppio 6-3 lo scozzese ha parlato a lungo del match, dei suoi piani futuri e del momento che sta vivendo al rientro. Oggi in campo ero un po’ teso, ho avuto un po’ di chance sul servizio di Matteo, ma lui serve molto bene ed io le ho fallite. Sull’erba contro i top player hai veramente poche occasioni e devi essere pronto a coglierle, cosa che oggi non ho fatto”. Durante la conferenza è visibile l’amarezza dell’ex numero uno del mondo, ancora ostacolato dai problemi fisici: “È un problema complesso da gestire. Non sappiamo di cosa si tratti nello specifico, sappiamo che ho bisogno di giocare tanto, ma non sempre è possibile. Devo limitare i carichi perché esagerando rischio un nuovo infortunio, quindi devo essere bravo a spingere per poi dare qualche giorno di tregua al mio corpo e ripartire - spiega Andy che poi aggiunge - Non ho giocato bene contro Berrettini, ma non è facile. In allenamento ho giocato solo due set prima del torneo ed è un problema quando ti ritrovi a giocare contro giocatori che servono a 200 km/h. Affrontarli ed allenarsi con loro è l’unico modo riabituarsi a queste velocità e a questa pesantezza di palla”. Esattamente con questa idea in mente, Murray si era presentato agli Internazionali BNL d’Italia dove si è allenato anche con Djokovic e ha preso parte al doppio in coppia con Liam Broady.

Alla luce dei risultati, questa settimana è quasi inevitabile il paragone con Roger Federer, uscito ad Halle per mano di Felix Auger-Aliassime: Non è facile tornare a giocare dopo delle operazioni ed un lungo stop, specialmente quando per quasi vent’anni hai giocato a livelli straordinari. Capisco Roger e comprendo quanto possa essere frustrante questa situazione perché la vivo a mia volta sulla mia pelle. Nonostante questo però sono convinto che Federer troverà un modo per uscirne fuori”. Al termine del match è arrivata anche una domanda su Berrettini e sulle sue chance di poter competere per il titolo a Wimbledon: “Non saprei se Matteo possa essere un contendente per il successo. Ha un grande servizio e sappiamo quanto sia importante sull’erba, ma i campi dei Championships sono più lenti di quelli del Queen’s. Dipenderà tutto da come giocherà in risposta e ho l’impressione che lì ancora gli manchi qualcosa per poter vincere uno slam”. Murray sarà a sua volta al via di Wimbledon dove ha ricevuto una wild card, resta in ballo l’ipotesi di poter giocare la settimana prima ad Eastborune per mettere sulle gambe altri match, ma lo scozzese ha concluso spiegando le difficoltà che comporterebbe giocare il torneo, accesso alla bolla su tutte.

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