Monte Carlo pensa al 2022 e apre al pubblico

In calendario dal 9 al 17 aprile, il '1000' monegasco ha iniziato bene la prevendita e aspetta gli italiani: in campo (a partire da Berrettini) e in tribuna. Il direttore Franulovic: «Il piano di Gaudenzi è il futuro, lo appoggiamo ma noi restiamo a 8 giorni. Il vaccino? Dovrebbero farlo tutti, non è la fine del mondo. Mi aspetto che Federer, Nadal e Djokovic restino competitivi ancora 2 o 3 anni». Abbonamenti da 415 euro, per le qualificazioni ingresso a 30 euro

foto Ray Giubilo

Ritorno a Monte Carlo: dopo due anni difficili, con una edizione saltata (2020) e una a porte chiuse causa Covid vinta da Stefanos Tsitsipas, il fascino del Country Club torna a portata di appassionati. «Io sono un ottimista», spiega Zeljko Franulovic, storico direttore del torneo. «Sono stati due anni complicati per tutti, ma io lo ripetevo al mio staff: meglio feriti che morti. Ora credo che potremo finalmente lasciarci alle spalle la pandemia come un brutto ricordo, e tornare al tennis a cui eravamo abituati prima». Forse non proprio identico, visto che Andrea Gaudenzi e l’Atp stanno mettendo in cantiere una serie di riforme del calendario che riguardano anche e soprattutto i tornei ‘1000’, che diventeranno 10 e in 7 casi dovrebbero allungarsi a 12 giorni.

«Noi però stiamo benissimo con i nostri 8 giorni», chiarisce Zeliko. «Il nostro è un torneo dove gli appassionati arrivano presto la mattina e rientrano la sera, anche perché non ci sono sessioni nottune. I giorni in più rappresentano un incasso aggiuntivo, ma anche una spesa in più, perché vanno pagati all’Atp. Gaudenzi ha in mente un piano molto importante, che dovrà portare il tennis, chge è già fra primi tre sport più popolari al mondo, a quel livello anche per quanto riguarda il ritorno economico, e noi lo appoggiamo».

La prevendita del torneo sta andando molto bene («siamo ai livelli pre-pandemia») con una previsione quindi che si può stimare sopra le 100.000 presenze. Covid permettendo. «Un piano B ce l’abbiamo, anche un piano C se per questo», sorride Franulovic. «Nel peggiore dei casi rimborseremo chi non potrà assistere, ma ci aspettiamo che l’affluenza sia libera. Il fatto che la Francia (le cui direttive sanitarie condizionano anche il torneo) abbia esteso la durata della certificazione ci fa ben sperare». Il torneo è in programma dal 9 al 17 aprile, i biglietti per le qualificazioni il 9 andranno dai 30 ai 40 euro, dai 39 ai 70 il giorno dopo. Per le finali dai 75 ai 180, mentre un abbonamento per tutto il torneo partirà da 415 euro. (per info https://store.montecarlotennismasters.com/it/billetterie?tkn=16-7B7O5V4u5Y0q0Y6t037O0C0u0G1O0j72i/r8z65HkYU=&token=Fl-92ndUhpZx2uXUTihg4NIyFOnRODMOH417Q--vT40) Prezzi abbordabili, insomma, per i tanti italiani che hanno voglia di vedere in azione i campioni al Country Club. «Tradizionalmente il pubblico di Monte Carlo è italiano al 30 o anche 40 per cento - sottolinea Franulovic - con la vittoria di Fognini nel 2019 la percentuale si è ulteriormente alzata». L’entry-list del torneo sarà resa nota solo a marzo, ma al Country Club sono sicuri di avere in gara tutti i migliori italiani, da Berrettini a Sinner, Musetti, Sonego e Fognini. «Federer, Nadal e Djokovic? Non li darei già per finiti, anzi», è convinto Franulovic. «A breve termine potranno dire ancora la loro, poi toccherà ai nuovi campioni che già stanno facendo bene. Magari ci sarà un ‘buco’ du due o tre anni, ma sono ottimista ance sul lungo termine». A lungo termine, la visione di Gaudenzi dovrebbe portare anche a una maggiore stabilità: «Io lavoravo all’Atp prima di diventare direttore qui, e ogni anno c’era la questione dei montepremi. In futuro ci dovrebbero essere regole più chiare, e una pace nell’eterno duello fra giocatori e tornei per quanto riguarda la questione economica. I Masters 1000 inoltre avranno la certezza di poter mantenere a lungo il proprio status».

A Monte Carlo sono entrati due nuovi sponsor ‘made in Italy’, Generali e Maserati, in programma per il 2023 c’è una copertura seria del campo numero 2. Anche sulla polemica che sta opponendo Djokovic ai responsabili australiani a proposito della necessità di un vaccino per disputare lo Slam a Melbourne, Franulovic ha idee chiare, e pratiche: «per me i tennisti dovrebbero vaccinarsi, non è la fine del mondo. credo che il 70 per cento già lo sia. Dobbiamo capire le ragioni dell’Australia, che è un isola e dove all’aeroporto ti sequestrano anche una mela per paura di contagi. In ogni caso una soluzione alternativa c’è, ed è sottoporsi ad un tampone ogni giorno».

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