Matteo Berrettini: "Sono lo stesso ragazzo di sempre, il sentimento non è una distrazione professionale"

Il tennista romano ha risposto alle critiche mosse nei suoi confronti, nell'intervista esclusiva rilasciata a Repubblica

Foto Ray Giubilo

L'inizio di stagione non proprio idilliaco ha fatto piovere su Matteo Berrettini moltissime accuse. Dalla relazione sentimentale con Melissa Satta al "rimprovero" di essere concentrato più sulle vicende extra campo che su quelle del campo, l'azzurro è costretto a fare i conti con un'incredibile ondata di critiche.

Di questo, dopo la sconfitta subita al primo turno di Indian Wells contro Taro Daniel, il 27enne romano ha parlato in un'intervista esclusiva per Repubblica: "Più diventi esposto e più diventi bersaglio di attacchi, soprattutto se le cose non vanno come vorresti, o come la gente vorrebbe - ha spiegato Matteo -. Personalmente non ho alcun dubbio rispetto a quello che sto facendo. Non sento di aver preso una strada diversa dal tennis. Sono lo stesso ragazzo di sempre".

Sulla relazione amorosa: "Sto avendo una relazione sentimentale come tutti gli altri ragazzi della mia età. Normale, e anche qui mi spiace che una cosa talmente positiva, che è un sentimento poi, venga girata come una distrazione professionale. Al di là degli haters mi spiace per quelli che di tennis ne sanno: non sono critiche costruttive e non ne capisco le ragioni".

"Siamo umani: ci sono le emozioni, la stanchezza, gli incidenti - continua il numero 3 d'Italia -. Manca un pochino di equilibrio. Capisco che ci siamo abituati al Federer-Djokovic-Nadal che hanno dominato il tennis facendo sembrare normale essere n.1 per 10 anni, invece non lo è. Io parlo col mio team e non vedo preoccupazione, ma un momento in cui bisogna lavorare e stare sul pezzo. Dico, e sfido chiunque, ad avere i miei incidenti e poi portare a casa risultati. So di avere la stoffa giusta per andare avanti. Mi chiedo se sto sbagliando qualcosa, ma la verità è che mi spingo sempre al limite, e il tennis è sport molto stressante per il fisico e la mente. Ora cerco di vivere con uno stato di angoscia minore, meno teso e meno rigido in campo e più rilassato nel quotidiano".

Berrettini ripartirà dal Challenger 175 di Phoenix per ritrovare buone sensazioni: "Ho tanta fiducia. Ho voglia di far parlare di me solo in maniera sportiva, fare emozionare le persone. Che è quello che mi interessa di più. Mi piace lasciare questo messaggio di normalità. Mi sveglio la mattina con le stesse paure, l’ansia e gli stessi pensieri di qualsiasi altri ventisettenne, italiano e del mondo. Quindi dico: cerchiamo di giudicarci meno, io ci provo in primis" - ha concluso il romano.

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