Angelo Binaghi: "Siamo contenti di questa prima volta a Torino"

Le parole del Presidente della Fit Angelo Binaghi nella conferenza stampa di chiusura alle Nitto ATP Finals.

Foto Ray Giubilo

A poche ore dalla finale della prima edizione delle Nitto ATP Finals di Torino, il presidente della FIT Angelo Binaghi ha tenuto una conferenza stampa in cui inizialmente ci ha tenuto a fare un bilancio di questa prima edizione torinese:

"Siamo molto contenti di questa prima volta a Torino. Ringrazio lo staff nostro e di Sport e Salute. Tre manifestazioni di questa portata una di seguito all'altra, hanno sottoposto la nostra struttura ad uno stress più che doppio rispetto agli Internazionali d’Italia, standard al quale siamo abituati. Siamo tutti molto contenti dai giudizi letti questa settimana, in particolare quelli di Gaudenzi e degli altri membri del board. Fra i giocatori, Zverev e Djokovic hanno detto che è un torneo straordinario, meglio di Londra. Anche i non presenti come Federer parlano in termini positivi di questo torneo. Anche direttori di altri tornei come Ion Tiriac non sono mai stati teneri connoi, ma oggi tessono le nostre lodi."

Poco dopo Binaghi si è espresso così sull'impatto che questo grande evento può avere sul tennis italiano: "Il tennis italiano potrà trarre un’ulteriore grande spinta per la sua crescita per quanto fatto questa settimana. Tecnicamente è stato uno spettacolo fantastico, la semifinale di ieri sera è stato uno dei match di livello più alto ai quali io abbia mai assistito. Noi italiani siamo stati protagonisti in campo con due giocatori e fuori. Rincorriamo sogni da vent’anni per il tennis italiano, che prima era messo un pochino peggio. Mai avremmo potuto sognare due italiani in campo, nella prima edizione delle ATP Finals italiane."

Sulla capienza ridotta, poi, il Presidente della Fit ha ammesso: "Siamo dispiaciuti per chi non è potuto entrare, ma non ho chiarito un concetto. Abbiamo fortemente combattuto e abbiamo persoper quel famoso 3% che ci avrebbe portato un danno economico. Il board ATP su nostra richiesta ci ha detto di estendere la riduzione del montepremi in caso di riduzione capienza così come successo come i Masters 1000. Una delle soglie era proprio quella del 60%, per noi spuntare quel 3% voleva dire perdere un milione e trecento quaranta mila dollari, anche solo per uno spettatore in più ma credo fosse corretto".

Non è poi mancato da parte di Binaghi un riferimento ad Andrea Gaudenzi, attuale Presidente dell'ATP: "Vuole che il tennis possa essere il secondo o il terzo sport, finalmente c'è il leader che serviva a questo sport. Noi insieme al padel siamo già secondi, quindi dobbiamo puntare in alto: lo dicono i numeri." Per puntare alla vetta, ovviamente, c'è sempre bisogno di migliorare anche due eventi straordinari come gli Internazionali e le Finals appunto: "I progressi ci saranno anche qui come ci sono stati sempre agli Internazionali. Si può sempre crescere. In primis ci vuole una ristorazione di buon livello per tutto il pubblico, però è facile parlare adesso. Bisognerà rivisitare il progetto del site e nel farlo bisognerà rivedere anche i servizi che andranno implementati".

Sull'argomento incassi ed anche quello relativo al rimborso biglietti inoltre il Presidente ci ha tenuto a fare chiarezza: "Non ho i dati dei biglietti, credo sia la prima volta in 20 anni. Abbiamo superato i 15 milioni di incasso, in un anno normale speriamo di superare i 20 milioni. I dati ci dicono che quella che è mancata quest’anno è la provenienza dall’estero. Quest’anno invece la componente locale è stata favorita. I commercianti, i tassisti, gli albergatori sono già felici oggi in questa situazione monca, quindi dovranno prepararsi alla prima edizione completa del torneo quando dall’estero arriverà tanta gente. Noi abbiamo vinto con 40 città e abbiamo vinto contro Tokyo all’ultimo, l’ATP è stata anche fortunata. Se questo torneo si fosse disputato a Tokyo si sarebbe svolto con il 60% di capienza. L’ATP come noi con il tetto è stato fortunato. Cosa dovremmo fare con i biglietti? Ora abbiamo biglietteria aperta Internazionali D’Italia come Montecarlo e Madrid. Nessuno di noi ha idea di può sapere cosa accadrà l’anno prossimo, possiamo vendere solo il settore al momento. Cosa dovremmo fare? Non vendere i biglietti? Dobbiamo fare sì che un tedesco sia spinto ad andare a Montecarlo o Madrid perché noi apriamo la biglietteria di Roma o Torino un mese prima quando il CTS ci dirà cosa fare? Non credo. Non vedo da queste critiche uno spunto attuabile da poter attuare da domani."

Sull'esternazione di Malagò ai danni dell'ex sindaco torinese Chiara Appendino, Binaghi ha detto: "È una testimonianza del nostro successo, perché di solito non rivendica la paternità di una cosa andata male. Quindi questa rivendicazione la prendo come un complimento. Agli Internazionali d’Italia non invitiamo autorità di solito, questa volta potevamo e lui invitato ha attaccato la “padrona di casa” le stesse cose avrebbe potuto dirle in un'altra maniera".

Infine sulla rigidità del Comitato Tecnico Scientifico, c'è stata un'ampia spiegazione da parte del numero 1 della FIT: "A Speranza chiesi di avere una risposta definitiva tre-quattro settimane prima perché il pubblico del tennis è diverso da quello degli altri sport. Giochiamo al 60% in un palazzetto sovradimensionato, uno degli sport più sicuri dal punto di vista dal contagio. Lo stesso che accade in una terza categoria di una categoria meno sicura. Perché con Berrettini sembrava più di 60% perché accreditati non vengono contati, staff, camerieri, steward, dirigente che lavora magari. Quel giorno era una data storica, è umano e comprensibile che in quel momento in uno stadio con innumerevoli accessi al primo livello da controllare. Si riversino anche queste persone che per legge possono entrare ma non contano. I seggiolini vuoti in pieno giorno si vedono molto di più, di quanto i seggiolini trasparenti si avvertono nel buio dove tanti magari appoggiano il cappotto. Però abbiamo chiesto il conteggio esatto delle persone che hanno varcato l’accesso e siamo ogni giorno di sotto al 60% che ci ha imposto il governo. Trovo incomprensibile questa decisione del CTS e spero vogliano avere un confronto. Io ci tengo a dire che rimborseremo tutti i biglietti e che mi preme difendere un movimento in crescita costante ed imponente".

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