di Lorenzo Ercoli - 06 maggio 2020

Alessio Di Mauro e Francesco Cinà raccontano la fase 2 in Sicilia

Alessio Di Mauro e Francesco Cinà raccontano come è iniziata la fase 2 nei rispettivi circoli a Catania e Palermo

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Il nostro viaggio nelle regioni dove tennis è ripartito a maglie larghe, si chiude con la Sicilia. L’ordinanza emanata dal presidente della regione, Nello Musumeci, ha dato il via libera a tutti; unica eccezione Messina, dove il sindaco si è espresso in maniera contraria. Per sapere come sono andati i primi giorni nei circoli siciliani abbiamo contattato Alessio Di Mauro e Francesco Cinà. Partiamo dall’ex coach di Roberta Vinci, attualmente al suo Cinà Tennis Institute: I primi due giorni siamo stati cauti tenendo aperto solo per seconda categoria e under di interesse nazionale. Da mercoledì la riapertura si è estesa a tutti, si possono fare lezioni private o giocare in singolo - spiega Cinà - Le persone hanno molta voglia di giocare e i nostri campi possono essere prenotati con l’app. In questo periodo anche chi giocava una volta a settimana probabilmente avrà voglia di giocare più volte per stare all'aria aperta. Concedendo il tennis a tutti, la regione ha dato fiducia ai circoli che hanno spinto per ripartire; quindi devono essere prese tutte le precauzioni possibili”.

Parlando di misure preventive, Cinà racconta quelle adottate dal day 1 nella sua struttura: “Il circolo ha 13 campi, abbiamo diviso gli allenamenti tra mattina e pomeriggio per non avere troppa gente nel club nello stesso momento. All’ingresso accogliamo noi i ragazzi e gli prendiamo la temperatura, a fine allenamento li accompagniamo fuori dato che i genitori non possono parcheggiare nella struttura”, spiega Francesco precisando la presenza di più punti adibiti all'entrata e all'uscita. Per quanto riguarda le regole del campo, anche in Sicilia, specialmente in un mese di maggio già caldo, è stato il guanto a creare le maggiori difficoltà tra i ragazzi: “Dico la verità, il maestro in campo con guanti e mascherina fa fatica, anche perché a Palermo abbiamo quasi toccato i 30°. Chi gioca, dopo 20 minuti inizia a perdere la presa sul collo della racchetta in fase di preparazione del rovescio a una mano - analizza Cinà - Inoltre al termine dell’ora quando togli il guanto, la mano è bianca con le pieghe, come se fosse stata tenuta un’ora in acqua. Noi naturalmente prendiamo questa precauzione, però per chi gioca a livello più alto quella del liquido igienizzante è una soluzione più conveniente”.

Con Alessio Di Mauro ci spostiamo a Catania, dove gestisce il CUS Catania; anche se al momento si trova al Circolo Tennis Mediterraneo con cui collabora. I circoli si stanno muovendo bene e stanno facendo il possibile per rispettare la circolare del presidente della regione Sicilia. Già riprendere per noi è un passo importante, dopo 2-3 mesi di stop tutti i ragazzi sono arrugginiti; ma ritrovarsi è molto bello - esordisce Di Mauro - La nostra situazione è particolare perché abbiamo un circolo in gestione, ma non è quello dove lavoriamo con i ragazzi. Comunque la risposta è stata ottima, anche se all'inizio è stato un po’ strano perché il modo di relazionarsi è totalmente diverso”.

Di Mauro parla poi del lavoro che sarà fatto in campo, specialmente se non dovessero riprendere i tornei nel 2020: “Lavoreremo come si fa durante una preparazione lunga, anche se dopo un po’ i ragazzi accumuleranno stanchezza. Inoltre per dei 15enni non giocare in partita per mesi può essere un problema, quindi lavoreremo sì a livello tecnico; ma cercheremo di mantenere la parte tattica viva. La speranza però è quella di poter giocare, almeno in Italia qualche torneo prima della fine dell’anno”. Ci confessa, lasciandoci poi con un chiarimento sull'eventuale autocertificazione richiesta ai ragazzi che non risiedono a Catania: “I genitori ci hanno fatto tante domande per sapere se muoversi fosse consentito muoversi e nel caso sapere come compilare l’autocertificazione. Noi abbiamo detto di compilare spiegando che vanno a svolgere allenamenti in un’altra sede sempre all’interno della regione. Poi saranno Carabinieri e Polizia che dovranno fare i controlli mettendosi in contatto anche con i circoli”.

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