L’argentino aveva deciso liberamente di autosospendersi lo scorso ottobre, dopo che l’ITIA gli aveva comunicato la positività all’idroclorotiazide

Foto Ray Giubilo

All’età di 35 anni e con una buone dose di sorpresa – soprattutto guardando alle tempistiche – Facundo Bagnis è pronto a tornare in campo! Come qualcuno forse ricorderà, l’argentino lo scorso 23 ottobre aveva deciso di autosospendersi dopo che l’ITIA ha provveduto a comunicargli la positività all’idroclorotiazide, rilevata a seguito di un test eseguito a New York il 18 agosto durante le ‘quali’ degli US Open. La decisione di autosospendersi è stata presa da Bagnis – come spiegava in un post social – al fine di concentrare tutte le sue energie nel cercare di dimostrare la propria innocenza, con l’obiettivo di rendere chiaro che la sostanza è entrata all’interno del suo organismo a seguito di una contaminazione incrociata.

L’argentino risulta ora iscritto ai Challenger di Buenos Aires (12 gennaio) e Itajaí (19 gennaio) e questo rappresenta, seppur tra le righe, una notizia piuttosto rilevante. Come indicato dall’articolo 7.12.6 del codice antidoping, un’autosospensione volontaria viene trattata al pari di una sospensione provvisoria inflitta dalla stessa ITIA – regolata dagli articoli 7.12.1 o 7.12.2 – e quindi, come tale, può terminare soltanto quando vi è stata una sentenza da parte di un tribunale indipendente. Questo fa pensare non solo che la sentenza ci sia quindi già stata, ma che la stessa ha avuto un esito positivo per lo stesso Bagnis. Al momento non ci sono state comunicazioni da parte dell’ITIA, ma è facile pensare che qualcosa potrebbe muoversi prima del suo ritorno in campo.