Il medico spagnolo, finito al centro dell’inchiesta sul traffico di sostanze dopanti per gli atleti, conferma di aver lavorato con ciclisti, calciatori, pugili e anche tennisti….

I nomi e cognomi (ancora) non li ha fatti, ma di fronte al giudice della 21esima sezione penale di Madrid,  Emiliano Fuentes, medico imputato nel processo per il traffico di doping ha confermato di: ''aver lavorato soprattutto con ciclisti ed altri sportivi: calciatori, tennisti o pugili''. Fuentes si è difeso dalle accuse sostenendo di essersi sempre limitato controllare i valori di ematocrito nel sangue con autoemotrasfusioni e di non aver mai fatto una trasfusione.

 

"Facevo loro analisi periodiche, dato che venivano per prepararsi a una determinata competizione, a  comprovare la preparazione e a verificare se si alimentavano bene". Per il medico spagnolo  l'accusa è quella di aver costruito un traffico finalizzato all'uso di sostanze dopanti, assunte non solo dai ciclisti ma dagli altri sportivi passati per il suo studio medico. La sentenza del processo è attesa per marzo. (g.v.)