La protesta dei giocatori nei confronti dei tornei del Grande Slam potrebbe vivere un nuovo importante capitolo a New York

La protesta dei giocatori nei confronti dei tornei del Grande Slam, finalizzata ad ottenere una quota maggiore dei profitti che i tornei più importanti generano, potrebbe vivere un nuovo capitolo agli US Open. L’ultimo Major della stagione scatterà a New York domenica 30 agosto e i top players avrebbero in mente un’iniziativa ben precisa. Diversi big come il nostro Jannik Sinner, la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka e la padrona di casa Jessica Pegula starebbero seriamente considerando l’ipotesi di boicottare il torneo di doppio misto che si terrà durante la ‘Fan Week‘.
Se da un lato è vero che si tratta soltanto di un evento di esibizione, è altrettanto innegabile che la USTA ha investito molto su questo progetto a partire dallo scorso anno. Nonostante le critiche piovute sugli organizzatori nelle settimane precedenti all’inizio del torneo, la nuova formula ideata dagli organizzatori per il torneo di doppio misto aveva sortito gli effetti sperati, con la partecipazione di molti fra i migliori giocatori e le migliori giocatrici del pianeta. A sollevare il trofeo – alla fine – erano stati comunque due specialisti della disciplina come Andrea Vavassori e Sara Errani.
Secondo quanto riferito da The Athletic, che ha diffuso per primo questa indiscrezione, il nuovo leader della USTA Craig Tiley sarebbe assai preoccupato e avrebbe già iniziato a dialogare con i rappresentanti dei giocatori per trovare una soluzione che vada bene ad entrambe le parti. A giorni sarà annunciato il montepremi dello US Open 2026 e lì capiremo quanto è realistica l’opzione di un boicottaggio del torneo di doppio misto. Ricordiamo che la protesta era iniziata durante il Roland Garros, con l’attività ridotta nei confronti dei media, mentre a Wimbledon era stata soltanto minacciata. New York potrebbe rappresentare un crocevia decisivo all’interno di questa battaglia senza esclusione di colpi.

