Prima che l’incontro con Darderi avesse inizio, a Jannik Sinner è stato chiesto di togliere dal polso il suo fitness tracker

Pochi istanti prima dell’inizio del match di ottavi di finale contro Luciano Darderi, il giudice di sedia Greg Allensworth ha chiesto a Jannik Sinner di rimuovere dal polso il suo fitness tracker Whoop, nascosto sotto il polsino. Era già capitato a Carlos Alcaraz e ad Aryna Sabalenka. Difficile quindi che Jannik non ne fosse al corrente. Whoop è un dispositivo privo di display che serve a monitorare dati fisiologici quali sonno, recupero, VO2 max, frequenza cardiaca. E’ approvato da Atp e Wta e presente nella lista delle tecnologie wearable per l’analisi dei dati ammesse dall’Itf; non è tuttavia consentito nei tornei del Grande Slam, come ribadito da Tennis Australia. L’analisi di questi dati fornisce agli atleti parametri preziosi al fine di bilanciare carichi di lavoro e organizzare strategie di recupero.
Dopo che ad Alcaraz era stata fatta la stessa richiesta domenica, il fondatore e CEO di Whoop Will Ahmed si era espresso così su X: “Ridicolo. Whoop è approvato dall’Itf per l’uso durante le partite e non comporta alcun rischio per la sicurezza. Lasciamo che gli atleti misurino il proprio corpo. I dati non sono steroidi!”.

