Lo statunitense si è soffermato su ciò che è mancato in finale

Ben Shelton è uscito sconfitto in quattro set in finale agli US Open contro Alexander Zverev. L’americano non è mai riuscito del tutto a entrare in partita e a far male al giocatore tedesco come ha riconosciuto anche in conferenza stampa: “Sono deluso per il risultato e per come è andata oggi, ma sono felice di come ho giocato durante queste due settimane. Ho fatto dei progressi importanti e questa esperienza mi può servire per tornare ancora più forte in Australia: devo voltare pagina. Zverev è un avversario difficile da affrontare da tutti i punti di vista. Non ha solo il servizio che è il migliore che c’è nel circuito, ma è diventato un giocatore completo e a tutto campo. È migliorato a rete, si muove bene nonostante l’altezza, risponde molto bene ed è uno dei tennisti più preparati atleticamente del circuito. Oggi sono riuscito a strappargli il servizio solo per la prima volta in 66 turni di battuta”.
Su ciò che è mancato: “Non ho giocato come avrei voluto da fondocampo. Non ho colpito bene il dritto con il passare dei minuti e non sono stato preciso quando ho provato ad attaccare. Non ho gestito bene le transizioni verso la rete e non sono stato abbastanza aggressivo con quel colpo. Anche il rovescio non gli ha creato grandi problemi. Con il dritto devo diventare più incisivo: con Zverev le opportunità sono poche e devi andare a prendertele”.
Shelton ha risposto anche a proposito dei tanti palleggi di Zverev tra prima e seconda di servizio: “Credo fermamente che per la prima di servizio si possa fare quello che si vuole. Si possono usare tutti i 25 secondi ogni volta. Invece ci dovrebbe essere una regola che limiti il tempo per la seconda di servizio. Non si dovrebbe avere tempo illimitato”.
Sul fatto che la fidanzata Trinity Rodman sia arrivata a vederlo durante il match nonostante avesse una partita da giocare a Washington fino alle 21 ora italiana: “Sapevo che per lei sarebbe stato quasi impossibile arrivare, ma anche solo fare il tentativo di venire è stato fantastico. È entrata sull’Arthur Ashe proprio quando stavo perdendo e per lei probabilmente non è stato semplice. Abbiamo fatto tanti sacrifici l’uno per l’altro per sostenerci in giro per il mondo. Lo stesso vale per la mia famiglia e per i miei amici: ringrazio per poter vivere insieme a loro momenti così e sono loro il motivo per cui gioco”.

