L’americano ha analizzato la sconfitta contro Jannik Sinner

Contro Ben Shelton, vige sempre la legge di Jannik Sinner: 6-3 6-4 6-4 in favore dell’altoatesino che ha battuto per il secondo anno di fila l’americano a Melbourne, approdando così in semifinale agli Australian Open. Shelton in conferenza stampa ha voluto trovare alcuni lati positivi della sua prestazione odierna che è stata tutt’altro che da buttare: “Il mio livello è migliorato e sento di essere sempre meno limitato. Questo sport richiede tempo e i risultati non arrivano sempre subito. Sto arrivando al punto in cui vengo fermato solo dalle sfide più grandi, e credo davvero di essere vicino a mettere tutto insieme. Non sono ancora un giocatore completo, ma mi sento un giocatore sempre più completo. Contro questi giocatori dovrei cercare di stare avanti nel punteggio e non essere sempre costretto a rincorrere“.
Lo statunitense ha individuato la seconda di servizio come spartiacque fra i due: “Jannik ha risposto molto bene ed è stato molto solido al servizio. La grande differenza oggi è stata nella mia seconda di servizio. In questo fondamentale ho reso meno rispetto al resto del torneo. È un aspetto su cui dovevo fare meglio. Credo di aver giocato bene da fondo, di aver chiuso bene a rete e di aver servito discretamente. Ma la seconda di servizio è stata la chiave dell’incontro“.
Shelton ha sottolineato come stia continuando a lavorare duramente: “Sto diventando sempre più professionale e dipendente da questo sport. Ho fiducia nel lavoro che sto facendo ed è un onore poter calcare questi palcoscenici, specialmente nei quattro Slam. Sono molto più professionale nel modo in cui mi alleno, mi preparo alle partite, nelle mie routine quotidiane e nella concentrazione durante i tornei. Questo è stato un grande cambiamento. Contro Sinner avevo bisogno di essere più aggressivo sulla seconda di servizio. Contro altri giocatori puoi limitarti a rimettere la palla in campo, ma contro uno come lui no: è capace di chiudere il punto subito“.

