L’ex numero 1 del mondo ha condiviso una riflessione molto seria sull’elevato numero di infortuni gravi nel mondo del tennis. Sarà necessario cambiare qualcosa a breve?

Nelle ultime stagioni, il numero di infortuni gravi tra i giocatori di prima fascia si è innalzato in maniera esponenziale. Gli esperti e gli addetti ai lavori si sono interrogati sui motivi dietro all’incremento dei problemi fisici, ma non è semplice individuare una risposta univoca. Qualcuno sostiene che il calendario ATP sia troppo esigente e non permetta ai tennisti di ricaricare le pile a dovere, mentre altri evidenziano come gli atleti dovrebbero essere più oculati nella gestione della loro schedule rinunciando magari a un po’ di soldi. Il primo Major della nuova stagione – l’Australian Open (al via domenica 18 gennaio a Melbourne) – dovrà fare a meno di sicuri protagonisti come Jack Draper, Holger Rune e Arthur Fils (tutti e tre out per infortunio).
Durante l’ultima puntata del suo famoso podcast, l’ex campione americano Andy Roddick non ha nascosto la sua preoccupazione per l’elevato numero di infortuni nel circuito ATP: “Mi dispiace molto per Draper, che aveva giocato benissimo all’inizio della passata stagione e sembrava avere le carte in regola per vincere titoli importanti. È stato capace di eliminare Carlos Alcaraz a Indian Wells l’anno scorso e spero che questo nuovo stop non sia troppo lungo, visto che ha le skills giuste per diventare competitivo su tutte le superfici.”
A tal proposito, l’ex numero 1 del mondo ha fatto un parallelismo interessante con ciò che sta avvenendo nella NBA: “Credo che si stia verificando un fenomeno abbastanza simile. Molti dei giocatori che sono al top della lega hanno saltato circa il 40% delle partite, è una statistica davvero folle. Lo sport professionistico sta raggiungendo un livello di intensità così estremo da portare al cedimento fisico degli atleti. Non si può più far finta di niente. Fils ha subito una frattura da stress alla schiena, Rune si è rotto il tendine d’Achille dal nulla a 22 anni e potrei andare avanti. Si tratta di un problema serio, che richiede un’accurata riflessione da parte di tutti.”

