Il sette volte vincitore Slam ha debuttato alla Laver Cup 2026 in doppio al fianco di Mensik, battendo in due set Fritz/Bublik

Da Londra – Carlos Alcaraz è senza dubbio uno dei giocatori più spettacolari del tour e ogni opportunità di vederlo in azione va colta al volo. Purtroppo l’ex numero 1 del mondo è dovuto rimanere fuori per oltre quattro mesi nel 2026 a causa di un serio infortunio al polso, avvertito durante il suo match di esordio all’ATP 500 di Barcellona a metà aprile. Quello che sembrava un problema di poco conto si è rivelato tutt’altro, se si considera che il fuoriclasse spagnolo ha saltato il Roland Garros e Wimbledon (oltre a diversi Masters 1000).
Il sette volte vincitore Slam è rientrato agli US Open, dove ha messo in mostra fin da subito un’ottima condizione fisica cullando il sogno del tris a New York. La sua corsa si è fermata nei quarti contro Ben Shelton, al termine di quello che è stato definito da tutti come il match più spettacolare dell’edizione 2026. Carlitos ha lasciato Flushing Meadows con il sorriso sulle labbra e – in attesa degli appuntamenti di fine stagione – sta rappresentando il Team Europe in Laver Cup alla O2 Arena di Londra. Il 23enne di Murcia – che staserà affronterà Taylor Fritz in singolare – ha debuttato ieri in doppio al fianco di Jakub Mensik, battendo in due set la coppia del Team World formata da Fritz e Bublik.
Al termine della sfida, Alcaraz ha confessato di adorare il doppio e ha aggiunto che gli piacerebbe giocarlo con maggiore frequenza nel corso dell’anno. “Sarei contento di giocare più incontri di doppio durante la stagione. Spesso è difficile a causa del singolare, che è dispendioso sia fisicamente che mentalmente. Un match di singolare può prosciugare tutte le tue energie. Io personalmente cerco di sfruttare al massimo la giornata di riposo tra una partita e l’altra, con l’obiettivo di essere pronto per il round successivo. Se giocassi il doppio, non potrei usare a pieno quella giornata. Finirei per sottoporre il mio corpo ad un ulteriore stress” – ha spiegato l’iberico.

