Le due leggende del tennis italiano hanno analizzato con estrema lucidità la sorprendente vittoria di Djokovic contro Sinner agli Australian Open

Non c’è dubbio che la vittoria di Novak Djokovic contro Jannik Sinner nella seconda semifinale degli Australian Open sia stata la più grande sorpresa di questa edizione. Il fuoriclasse serbo aveva più volte ripetuto di sentirsi molto meglio dal punto di vista fisico rispetto agli ultimi tempi, ma nessuno pensava che fosse in grado di eliminare il campione in carica con una prestazione encomiabile. Il 24enne azzurro – che non perdeva a Melbourne Park addirittura dal 2023 – sembrava pronto per raggiungere un’altra finale, invece è caduto nella ragnatela di Nole ed è stato costretto ad arrendersi dopo un’emozionante battaglia di cinque set.
A dispetto di una prestazione non brillantissima, il numero 2 del mondo ha avuto comunque tante chance per portare a casa la vittoria, ma non è riuscito a fare la differenza nei momenti chiave della partita (avendo sfruttato soltanto 2 delle 18 palle break avute a disposizione). Durante l’ultimo episodio del podcast ‘La Telefonata‘, Adriano Panatta ha esaminato questa gigantesca sorpresa con la solita schiettezza: “Il fenomeno ha battuto l’uomo imbattibile: riuscirci alla sua età è quasi irreale.” La leggenda italiana ha continuato: “Il serbo era stato molto fortunato contro Lorenzo Musetti e pensavo che avrebbe subito una batosta in semifinale. Lui è come un serpente a sonagli, sta fermo, sembra in difficoltà, ma non appena lo stuzzichi ti uccide.”
Anche il suo grande amico Paolo Bertolucci ha espresso la sua opinione al riguardo: “Una prestazione monumentale da parte di Nole, erano 3-4 anni che non lo vedevo giocare così bene. Dal mio punto di vista, Jannik è stato troppo poco aggressivo lasciando spesso l’iniziativa al suo avversario. Era quasi sempre il serbo a comandare gli scambi e ad avere i piedi dentro al campo, invece l’italiano remava da lontano. Non poteva bastare contro un Djokovic in stato di grazia. Sinner mi è sembra un po’ timido, gli è mancata arroganza in certi momenti.”

