Aggiudicandosi la tappa dell’UTS andata in scena in Brasile, lo statunitense si è messo in tasca una cifra davvero notevole (che impone qualche riflessione)

Non è più un segreto che alcune esibizioni siano più remunerative dei tornei ufficiali. Ciò che è accaduto questa settimana rappresenta un’ulteriore testimonianza della veridicità di questo assunto. Brandon Nakashima si è aggiudicato la tappa dell’UTS andata in scena a Rio de Janeiro, incassando la bellezza di 368.800 dollari. Lo statunitense ha battuto in finale il giovane brasiliano Guto Miguel per 3-0, diventando uno dei pochissimi giocatori capaci di trionfare al debutto in questa competizione.
La cifra guadagnata da Nakashima è davvero incredibile, se si considera quanto è finito in tasca di Stefanos Tsitsipas e Andrey Rublev. Il greco si è aggiudicato l’ATP 250 di Gstaad, mentre il russo ha trionfato sulla terra rossa di Bastad. L’ex numero 3 del mondo ha messo in bacheca il suo 13° titolo in carriera, il primo da Dubai 2025, superando nell’ultimo atto l’ostico belga Raphael Collignon. Il nativo di Mosca – dal canto suo – ha superato la resistenza del nostro Luciano Darderi conquistando il suo primo titolo stagionale.
Entrambi hanno guadagnato 106.000 dollari, vale a dire meno di 1/3 rispetto a quanto percepito da Nakashima in Brasile. Persino Nick Kyrgios, che si è fermato in semifinale a Rio, ha incassato di più rispetto a Stefanos e Andrey con i suoi 123.000 dollari. L’australiano ha sconfitto João Fonseca nei quarti, prima di perdere contro Brandon ad un passo dalla finale. L’altro semifinale è stato Francisco Cerundolo, a cui sono andati 123.000 dollari. Il brasiliano Guto Miguel ha ricevuto 214.200 dollari, brillando davanti al pubblico amico e togliendosi lo sfizio di superare rivali decisamente più quotati di lui. Il ricco prize money è uno dei motivi principali che spinge numerosi giocatori a prendere parte al circuito UTS, ideato da Patrick Mouratoglou con l’obiettivo di rendere il tennis più attraente per le nuove generazioni.

