Il motivo era l’allarme per un whereabout, ossia la disponibilità per un controllo antidoping all’una di notte in albergo

Foto di Ray Giubilo

La partita tra Luca Van Assche e Lorenzo Musetti ha avuto dell’incredibile. 3 ore e 32 minuti di gioco, qualità e intensità altissima, entrambi i giocatori in preda a stanchezza e crampi alla fine e il successo del carrarino 6-4 al terzo set. C’è stato però un dettaglio che non è passato inosservato durante il terzo set: il match ha superato infatti l’una di notte e il giocatore toscano ha chiesto agli ufficiali di gara di utilizzare il telefono. Proprio all’una era impostata una sveglia per un controllo antidoping: attraverso una piattaforma i giocatori possono infatti comunicare la loro reperibilità e Musetti aveva comunicato proprio l’una di notte come slot orario del controllo in albergo. Peccato che a quell’ora Lorenzo stesse ancora lottando in campo.