03 September 2020

Mladenovic, sconfitta shock: "Vivo un incubo, rivoglio la mia libertà"

La francese cede a Gracheva con un vantaggio di 6-1 5-2 0-40 e poi si sfoga: "Mi sembra di essere trattata come una criminale"

Foto Ray Giubilo 

Un incubo, dentro e fuori dal campo. Gli Us Open di Kristina Mladenovic si concludono nel modo più incredibile, in un secondo turno contro Gracheva che sembrava ormai in cassaforte. La tennista francese è riuscita però nell'impresa di dilapidare un vantaggio di 6-1 5-2 0-40 e un quarto match point ai vantaggi, cedendo il secondo set al tie-break e crollando al terzo con un pesante 6-0. "La sconfitta più dolorosa della mia carriera - scrive su Twitter - posso solo prendermela con me stessa per non aver sfruttato le chance. Buona fortuna a Varvara per il resto del torneo". Tutt'altro che diplomatiche, però, le dichiarazioni di Kiki al termine della partita. La numero 44 era entrata in contatto con Benoit Paire prima della notizia della positività al coronavirus e, così come per altri giocatori, ha dovuto firmare un protocollo con ulteriori restrizioni per poter prendere parte al torneo. "Quello che stiamo vivendo qui è un incubo - spiega nelle dichiarazioni riportate da L'Equipe - Non vedo l'ora di recuperare la mia libertà. E' abominevole il modo in cui ci trattano. Dobbiamo chiedere anche il permesso per un fare un passo pur essendo risultata negativa in 30 test, ho l'impressione di essere una criminale. Le condizioni sono atroci, se avessi saputo che per aver giocato 40 minuti a carte avrei avuto queste conseguenze non avrei mai messo piede qui. Stiamo vivendo un incubo, siamo impotenti e non abbiamo il diritto di fare nulla".

Ci scherza su invece Adrian Mannarino, un altro degli undici giocatori venuto a contatto con Paire. Dopo il successo nel secondo turno, il mancino francese ha confessato di vivere nel marasma più completo. "Le donne delle pulizie non hanno accesso. Ho ancora del cibo di sabato sera sulla scrivania. Ce la caveremo ma con un po' di disattenzione è un attimo nel trasformare la propria stanza in quella di un adolescente". E una panoramica nella sua camera non può che confermarlo.

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