La squalifica del russo è solo l’ultima in ordine di tempo nel circuito ATP, tra situazioni paradossali e comportamenti assolutamente da condannare

Foto Ray Giubilo

Non accade di frequente, ma le squalifiche nel mondo del tennis non sono poi un evento così raro. Quella inflitta oggi a Daniil Medvedev è la prima a due anni di distanza dall’ultimo episodio, che aveva visto coinvolto Denis Shapovalov, che nel torneo di Washington fu allontanato dal campo per un litigio con un tifoso e dopo aver scagliato la racchetta a terra. In questo caso la squalifica fu ancora più paradossale, arrivata sul match point in favore di Ben Shelton (che conduceva 6-3 nel tie-break del secondo).

Tra le più emblematiche, e le più discusse, la squalifica occorsa a Novak Djokovic. US Open 2020, il serbo era il netto favorito per il titolo, nel match contro Carreno-Busta getta via una palla senza troppa attenzione. La palla colpisce il collo di una giudice di linea, che cade a terra e chiede l’intervento dei sanitari. In quel caso il serbo provò a far valere le sue ragioni, ma non ci fu niente da fare. Chi invece riuscì ad avere ragione almeno in un secondo momento è stato Andrey Rublev, squalificato nel 2024 a Dubai per insulti a un giudice di linea. Il ricorso ha riconosciuto alcune ‘attenuanti’ al tennista russo, che ha così mantenuto i punti che aveva conquistato nel torneo.

Anche l’Italia ha la sua ‘storia’ nel mondo delle squalifiche, con protagonista Fabio Fognini. L’anno era il 2021 e il torneo l’ATP 500 di Barcellona, il ligure perdeva 6-0, 4-4 contro Bernabe Zapata Miralles, e come suo solito si è lasciato scappare qualche parola di troppo. In quel caso fu un lungo monologo contro il giudice di sedia durato tutto il match, e nell’ottavo gioco del secondo set venne superato il limite, con il supervisor che intervenne per comunicare la squalifica.

E non si può non finire con Nick Kyrigios, che ha avuto probabilmente l’atteggiamento più da condannare tra tutti quanti. A Roma, nel 2019, l’australiano era fortemente infastidito dal pubblico sugli spalti e lanciò una sedia pieghevole direttamente in mezzo al campo, imprecò contro i tifosi prima di fare i bagagli e lasciare il campo.