Il tennista azzurro debutterà domani mattina a Madrid contro il polacco Hurkacz, anch’egli a caccia di successi.

Foto di Ray Giubilo

Il primo ostacolo sul cammino di Lorenzo Musetti nel Masters 1000 di Madrid ha un nome altisonante: Hubert Hurkacz. Il tennista polacco, attuale n. 63 del mondo, ha superato il primo turno per 6-3, 6-3 ai danni di Jaime Faria, promessa portoghese ventiduenne. Hurkacz ha esordito sul campo Arantxa Sanchez Vicario, mettendo a segno 12 ace, sotto lo sguardo attento del nuovo coach Gilles Cervara, ex allenatore di Daniil Medvedev, alla prima apparizione all’angolo del giocatore, separatosi a metà marzo dal cileno Nicolas Massu.

Si prospetta una sfida interessante che oppone due stili di gioco diversi, ma con similitudini insospettabili se il tennis fosse solo una comparazione tra cm in altezza (196 Hurkacz contro i 185 di Musetti) e chili di peso (81 a 78). Entrambi i giocatori amano sviluppare lunghi scambi da fondo campo, il polacco con un’attitudine più offensiva dell’azzurro. Le pennellate d’artista del tennis del “Magnifico” non sono replicabili da Hurkacz – all’apice della carriera aveva uno dei migliori servizi del circuito – che tuttavia non è privo di manualità e di una buona sensibilità a rete.

Sebbene siano cresciuti tutti e due sulla terra, è Musetti a essere favorito su questa superficie, come dimostra anche lo score del loro testa a testa: parità per 2-2 con l’unico precedente sulla terra vinto dal toscano agli Internazionali 2021. Da lì una vittoria a Wimbledon nello stesso anno per il polacco, sconfitto agli ottavi a Rotterdam l’anno successivo, per avere nuovamente la meglio al terzo turno di Wimbledon 2023, loro ultimo incrocio. Il netto bilancio sull’erba potrebbe far pensare a un predominio di Hurkacz sul veloce, ma dal 2023 l’ascesa di Musetti è stata esponenziale, e l’assenza di partite più recenti non può che far sospendere il giudizio. Le condizioni di gioco veloci della terra di Madrid, un’anomalia che rende questo torneo un unicum nel circuito, saranno un banco di prova di prestigio per saggiare il livello dei due atleti.

Il nostro Lorenzo è ancora alla ricerca della condizione migliore: gli strascichi dello strappo muscolare rimediato nella clamorosa semifinale di Melbourne contro Djokovic si sono fatti sentire sia a livello atletico che mentale, come sottolineato dal giocatore stesso. Ma la stagione sul rosso non fa sconti e il toscano deve difendere moltissimi punti, a partire dalla semifinale raggiunta lo scorso anno proprio a Madrid. D’altro canto Hurkacz, dopo aver toccato la sesta posizione mondiale nell’agosto 2024, ha inanellato una serie di risultati deludenti, rimanendo a lungo lontano dai campi a causa di ripetuti infortuni al ginocchio destro e non riuscendo a ritrovare le sensazioni dei tempi migliori.

I primi mesi del 2026 sono stati disastrosi: dopo l’uscita di scena al secondo turno all’Australian Open sono arrivate quattro sconfitte consecutive all’esordio nei tornei di Montpellier, Dubai, Indian Wells e Miami, a cui si somma la dolorosa sconfitta per mano di Mattia Bellucci al Challenger di Cap Cana. Montecarlo ha regalato sensazioni più incoraggianti, con l’approdo agli ottavi prima dello stop in tre set dal beniamino di casa Valentin Vacherot. Sulla terra battuta de La Caja Mágica si troveranno di fronte due ragazzi dallo straordinario potenziale troppo spesso inespresso, con un disperato bisogno di certezze: la pericolosità della prima di servizio di Hurkacz dovrà essere contenuta dal coraggio in risposta di Musetti e ancor prima che sulle gambe e sulle corde della racchetta, la partita si deciderà nella testa e nel cuore.