Il croato ha parlato anche della differenza tra la generazione dei big 3 e quella attuale

Marin Cilic continua a giocare e a divertirsi nonostante i suoi 37 anni. Il croato ha passato anche il primo turno di Madrid contro Bergs e sta provando a rientrare nella top 50. L’ex vincitore dello US Open ha rilasciato una bella intervista ad AS nella quale ha parlato del traguardo di vincere uno Slam in un’epoca così complicata come quella dei big 3: “È un traguardo che dura tutta la vita. Ogni volta che guardo indietro, mi sembra un risultato enorme. Fa parte dell’aver ottenuto qualcosa di incredibile in quel momento storico. Non solo i tre migliori, ma anche i primi dieci giocatori erano tra i più costanti nella storia del tennis. Con così tanti giocatori d’élite che sono rimasti a quel livello per moltissimi anni e con meno possibilità, è un motivo di grande orgoglio per me e per il mio team. Senza dubbio lo ricorderò per il resto della mia vita“.
Sugli avversari odierni di Sinner e Alcaraz: “Non direi che i giocatori di oggi siano più deboli di quelli dell’era del Big 3. Penso che quelli di allora fossero un po’ più costanti nei risultati. Ma il livello massimo, quando si vedono giocatori come Ruud, Fritz o Zverev, è molto alto. Ce ne sono molti che possono esprimere un tennis straordinario. Si tratta di trovare il modo di mantenere quel livello più a lungo“.

