L’ex campione di doppio misto sottolinea di come anche Wimbledon sarà pieno con tanti infortuni.


Photo © Ray Giubilo

Anche il torneo di Wimbledon – come capitato spesso purtroppo negli ultimi tornei del Grande Slam – è alle prese con ritiri costanti e situazioni piuttosto al limite. Abbiamo visto di come, oltre al numero due al mondo Carlos Alcaraz, ci sono tanti atleti costretti a saltare tornei o costantemente in bilico con situazioni difficili. In molti hanno provato a chiedersi i motivi e la maggior parte sono concordi nel dire che la federazione deve fare qualcosa, portare sempre gli atleti al limite non è facile e corri il rischio di vedere tornei senza i principali protagonisti. L’ex campione di tennis John Lloyd, specialista nel doppio misto, ha provato a spiegare il suo pensiero ai microfoni di Tennis 365:

“Questa situazione è destinata a peggiorare. Per prima cosa, e dico in un mondo ideale, credo che gli Australian Open dovrebbero giocarsi nel mese di Marzo, ma so che non succederà mai. Non è una questione dei match negli Slam che comunque sono estremi, ma riguarda la preparazione ai tornei e serve una preparazione adatta affinchè il corpo non ne risenta” e Lloyd ha chiarito il suo punto di vista: “La pausa di fine anno dura circa sei settimane, per alcuni tifosi è tanto, ma la realtà è diversa e capita di ripartire mentre si è ancora esausti e bisogna subito preparare un torneo dello Slam” e per questo l’ex tennista ha spiegato il suo pensiero.

Poi Lloyd ha narrato che a suo parere i tornei del Grande Slam dovrebbero giocarsi al meglio dei tre set e l’uomo ha fatto anche differenze tra il tennis del passato e quello attuale, sottolineando: “Vedendo il calendario e la condizione fisica degli atleti credo bisogna giocare al meglio dei tre set negli Slam, attualmente giocare tre set in uno Slam equivale a giocare i cinque set che invece disputavano i tennisti in passato”. Nell’intervista Lloyd ha espresso il suo parere ma ha fatto intuire di credere che difficilmente questi scenari possano realizzarsi realmente, seppur pensa sia una buona idea.