L’ex campione croato – che ha affrontato i Big 3 durante la sua carriera – non reputa possibile il confronto con i primi due giocatori del ranking attuale

Da quando Carlos Alcaraz e Jannik Sinner hanno iniziato a dominare il circuito maschile, sono fioccati i paragoni con i Big 3. Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic hanno marcato un’epoca in modo indelebile, infrangendo qualsiasi record possibile ed immaginabile durante le loro lunghissime carriere. Oltre ad essere da molti considerati come i tre migliori giocatori di tutti i tempi, il loro impatto sul nostro sport è andato ben oltre i trionfi sul campo. Al tempo stesso, ci si domanda se lo spagnolo e l’azzurro possano ambire a raggiungere quello stesso livello (o addirittura superarlo).
A partire dall’epica finale del Roland Garros 2025, vinta da Carlitos al termine di una battaglia mozzafiato, diversi analisti ed ex giocatori hanno affermato senza mezze misure che il livello espresso da questi due giovani fuoriclasse sia già superiore a quello dei Big 3. Una tematica che stuzzica tutti gli appassionati di tennis, con opinione molto divergenti fra loro. Durante l’ultimo episodio del podcast condotto da Greg Rusedski, è stato chiesto all’ex numero 3 del mondo Ivan Ljubicic di esprimere il suo parere al riguardo. “Innanzitutto, è necessario capire bene di cosa stiamo parlando. Se il nocciolo della questione è la velocità di palla, non c’è dubbio che Alcaraz e Sinner colpiscano più forte rispetto ai Big 3” – ha esordito l’ex campione croato.
‘Ljubo’ è andato avanti: “Mi capita spesso di riguardare video di partite del 2005, 2006, 2007 e 2008, e non è difficile accorgersi di come quei tre mostri fossero sempre impeccabili nella scelta dei colpi da effettuare. Costruivano i punti ed erano molto precisi. Era un tennis diverso, che non può essere confrontato con quello che si gioca oggi. Il tennis moderno è più basato sulla potenza e sulla fisicità, quindi dipende da cosa ti piace di più. Io preferisco il tennis del passato, ma è comunque affascinante vedere quanto lontano abbiamo portato il nostro sport. Per il resto, è quasi impossibile fare dei paragoni attendibili. Forse l’intelligenza artificiale ci darà gli strumenti per fare tali confronti in futuro, ma non siamo ancora pronti.”

