Riccardo Bisti
- 12 July 2017

Johanna, la più amata dai britannici

Giocando con grande coraggio, e supportata dal tifo del pubblico (a volte eccessivo), Johanna Konta acciuffa la semifinale a Wimbledon. La Halep si spegne a due punti dal successo, confermando una fragilità mentale che spesso l'ha beffata nei momenti importanti. In semifinale, per la Konta ci sarà Venus Williams.

Stavolta non c'era Ilie Nastase a insultarla. Il clima di Wimbledon era ben diverso rispetto a quello trovato a Bucarest in Fed Cup, dove Johanna Konta aveva abbandonato il campo in lacrime, scossa dalle offese dell'ex campione rumeno. Sotto il tetto del Centre Court c'erano 30.000 occhi che hanno sofferto, sperato e gioito insieme a lei. C'erano anche quelli di Virginia Wade, vestita di grigio, ultima britannica ad andare così avanti a Wimbledon, nonché ultima a sollevare il Rosewater Dish. Era il 1977, esattamente quarant'anni fa. E allora giornali e tabloid inglesi avranno gioco facile nel menzionare corsi e ricorsi storici dopo il 6-7 7-6 6-4 con cui ha acciuffato la Final Four. Giovedì, per un posto in finale, dovrà battere Venus Williams. Ma intanto si gode il gran successo su Simona Halep: se lo è preso con coraggio, creandosi decine di occasioni. A furia di costruire, alla fine ha raccolto la più importante, nel quinto game del terzo set. “Il mio unico piano era crearmi più chance possibili, perché lei non mi regalava nulla – ha detto a caldo – per fortuna, alla fine ne ho sfruttata qualcuna”. Per la gioia sfrenata del pubblico, che ama il suo spirito combattivo e un atteggiamento mai sopra le righe. Qualcuno ha esagerato, strillando durante il matchpoint e disturbando chiaramente la Halep. Il punto andava ripetuto, ma difficilmente la storia sarebbe cambiata. Semmai, andrebbe regolata la norma che permette alle giocatrici di uscire dal campo “per un tempo ragionevole”. A fine secondo set, la Konta è rimasta troppo a lungo nella pancia del Centre Court.

FRAGILITA' HALEP
Però ha meritato di vincere, perché si è sempre assunta la responsabilità di cercare il punto, anche a costo di commettere qualche errore di troppo. Nonostante la superficie e le condizioni di gioco indoor (finalmente a Londra ha piovuto, costringendo a spostare Rybarikova-Vandeweghe sul Centre Court, a fine programma), la Halep ha impostato la partita come se si giocasse sulla terra battuta. Tennis muscolare, scambi profondi e robusti. Mica facile giocare contro una così. Avanti 4-1, si faceva riacchiappare, ma poi si aggiudicava il tie-break. La Konta si aggrappava al servizio, nel secondo set aveva un buon numero di chance, ma non ne sfruttava neanche una. Sembrava una maledizione. Ancora tie-break. La Halep si è trovata avanti 3-1, poi 5-4 con due servizi, ma è emerso ancora una volta il suo cuore di panna. Troppe volte si è fatta beffare sul più bello. Rischiamo di essere severi con una grande giocatrice, ma le occasioni gettate al vento iniziano a essere troppe per pensare che sia un caso. Con questa sconfitta, perde l'ennesima occasione di vincere uno Slam e sciupa la chance di diventare numero 1 WTA (l'onore toccherà a Karolina Pliskova).

“L'ETA' NON SARA' UN FATTORE”
E pensare che ha avuto una bella chance in avvio di terzo, quando una clamorosa ingenuità della Konta le dava una palla break. Johanna la cancellava con una bella combinazione servizio-dritto: sarebbe rimasta l'ultima opportunità per una giocatrice paralizzata dalla paura, incapace di reagire. Inevitabile, sul 2-2 arrivava il break che “Jo” avrebbe condotto fino alla fine. E avrebbe vinto anche senza la palla disturbata sul matchpoint. “Sogno di diventare campionessa a Wimbledon sin da quando avevo 9 anni” ha detto la Konta, che però fa già professione di umiltà. “Venus ha 37 anni? L'età non sarà un fattore. Sta facendo cose straordinarie. Scenderò in campo umile e contenta di condividere il campo con lei”. Pensavamo che le pressioni avrebbero potuto crearle qualche problema, invece le sta gestendo alla grande e continua a vivere la sua favola, giocando con il giusto mix tra grinta e coraggio. E poi al suo angolo c'è Wim Fissette, il coach che tanto bene ha fatto a Wimbledon...ma non l'ha mai vinto: finale con la Lisicki, semifinale con la Halep, adesso spera di centrare il bersaglio grosso con la donna più amata dai britannici. In questo momento, forse, Johanna è addirittura più popolare di Andy Murray. Gli occhi della gente, dei singoli spettatori, costantemente cercati dalle telecamere della BBC, raccontavano questo. Apprensione, speranze, gioia. Un paese intero è dietro a Johanna.

WIMBLEDON DONNE – Quarti di Finale
Johanna Konta (GBR) b. Simona Halep (ROM) 6-7 7-6 6-4

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