La tennista ha analizzato la sconfitta vedendo anche un punto di vista positivo.

Grant

Photo © Ray Giubilo

LONDRA – «Cosa mi porto via da questi giorni a Wimbledon? Il ricordo dei match point nelle mie quattro partite vinte e la sensazione di avere il livello di gioco per poter reggere tornei così importanti». Tyra Grant lascia Londra con la prima partita vinta in uno Slam, partendo dalle qualificazioni, e la sicurezza che la rivedremo molte volte su questi palcoscenici. E poi, sarà la spensieratezze dei 18 anni, però ascoltare una tennista che parla volentieri (e tanto), che azzecca i congiuntivi e dà del lei a chi ahimè ha più del triplo dei suoi anni, è una gradevolissima sensazione.

«Ho cominciato bene – ha detto Tyra – poi lei ha preso il sopravvento, mentre il servizio mi ha penalizzato per tutto il match. Io poi non sono abituata ad affrontare giocatrici come Bouzkova, che fa giocare tanto, che ti costringe al colpo in più, spingendoti così all’errore. Però ho sempre sentito di poter prendere il sopravvento, ho perso semplicemente perché ho sbagliato di più. E nel complesso sono contenta dell’andamento del torneo».

Tyra dovrebbe salire attorno al 140° posto della classifica, ma ha chiarito di non dare troppa importanza al ranking «perché non voglio aggiungere altra pressione e perché spesso non rispecchia il reale valore di una giocatrice», giocherà due o tre tornei Itf (probabilmente sarà in campo a Roma e Palermo) poi si concentrerà sulla stagione sul cemento. E la prossima King Cup, spera nella convocazione? «Non ho ancora parlato con Garbin (la capitana azzurra, ndc), ma credo di aver disputato una buona stagione e penso quindi di poter eventualmente dare una mano alla squadra».