di Lorenzo Ercoli - 25 marzo 2020

Gigante, Cobolli e Sensi: come vivono lo stop i ragazzi della Rome Tennis Academy

La redazione de Il Tennis Italiano ha chiesto a Matteo Gigante, Flavio Cobolli e Benedetta Sensi come stanno vivendo lo stop forzato

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Come ben noto da quasi un mese il tennis è fermo a causa dell'emergenza globale legata al coronavirus e gli atleti di ogni livello sono stati costretti ai box in un momento caldo della stagione. La redazione de Il Tennis Italiano ha contattato tre giovani tennisti della Rome Tennis Academy, nello specifico Matteo Gigante, Flavio Cobolli e Benedetta Sensi per sapere stanno vivendo questo momento atipico. “Sono nella lista degli atleti di interesse nazionale però non mi sto allenando per una serie di motivi. Sicuramente per la preoccupazione generale riguardante la situazione che si è creata - spiega Matteo Gigante che non sta scendendo in campo in questi giorni - inoltre abito lontano dal centro sportivo, mia madre sta lavorando da casa da casa e naturalmente non faccio uscire i miei nonni per accompagnarmi. Nel condominio però abbiamo un campo da tennis dove volendo posso andare per non perdere completamente il feeling con la racchetta”. Per Matteo lo stop arriva in un momento delicato, al Challenger di Bergamo aveva sfiorato la vittoria contro Arthur De Greef e la sua stagione stava entrando nel vivo: “Per me è un brutto colpo perché dovremo ricominciare tutto dalla preparazione, di tornei si tornerà a parlare a Luglio se non oltre - prosegue il giovane tennista - A casa comunque provo a tenermi attivo facendo il programma di atletica e un po’ di addominali. Poi sto trovando il tempo per dedicarmi alla scuola, quest’anno ho la maturità e adesso posso fare i compiti senza scuse”.

Di fatto avevo appena iniziato la stagione e stavo giocando sempre meglio. Questo stop mi ha colpito perché sentivo di poter fare ottimi risultati nei prossimi mesi - commenta invece Flavio Cobolli, anche lui vicino al colpaccio contro Giulio Zeppieri nel recente Challenger di Bergamo - Poco prima dello stop definitivo ero in Marocco, i giorni prima del torneo avevo quaranta di febbre, poi mi sono ripreso, sono riuscito a giocare e sono arrivato in semifinale prima che fermassero la manifestazione. Alla fine mi sono stati attribuiti i punti del semifinalista e sono tornato in Italia il giorno dopo. In aeroporto mi hanno giusto misurato la temperatura”. Per concludere il parere di Benedetta Sensi, giovanissima classe 2005: “Come tutti spero che questo momento passi presto, per noi tennisti naturalmente il desiderio è quello di poter tornare in campo il prima possibile - dice la tennista azzurra - A livello tennistico non sarà facile riprendere il ritmo partita dopo uno stop così lungo, penso rifaremo la preparazione partendo da zero, ma questo non sarà un problema”. Anche Benedetta come i due compagni prima dello stop era in Marocco e adesso sta seguendo il programma di atletica per tamponare i danni della pausa. “Mi è dispiaciuto fermarmi perché in inverno ho fatto due mesi intensi di preparazione, avevo faticato nelle prime uscite e solo adesso stavo ingranando - analizza Benedetta che trova però anche dei lati positivi nella quarantena - In questo periodo potrò dedicarmi di più allo studio, alla lettura e soprattutto passerò più tempo con i miei genitori che durante la stagione non vedo così spesso”.

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