Il presidente dell’ATP ha toccato alcuni temi piuttosto interessanti sul piano economico e finanziario nel mondo del tennis

Foto di Brigitte Grassotti

Il tema economico è sempre tra i più dibattuti nel mondo del tennis, e mai come in questo periodo parlare di ricavi, utili e simili ha una forte risonanza mediatica. A esporsi – seppur in termini generali – è stato direttamente il presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi, in una lunga intervista concessa al ‘Financial Times‘. In particolare, Gaudenzi si è soffermato sulla frammentazione che vige nel mondo del tennis, che a suo modo di vedere porta un danno economico complessivo a tutte le parti coinvolte. “Siamo ancora troppo frammentati, eccessivamente lenti. Ci sono troppi conflitti interni, troppa attenzione su quale fetta della torta dovrebbe spettare a ciascuno, invece di far crescere la torta nel suo complesso“. La torta – come l’ha definita il numero uno dell’ATP – ammonta complessivamente a 3,5 miliardi di dollari annui, da spartire naturalmente tra ATP, WTA, ITF e i quattro tornei dello Slam. Naturalmente il principale obiettivo del Gaudenzi imprenditore è quello di allargare il più possibile il mercato globale, così da generare nuovi ricavi. “Come imprenditore si punta in alto e si cerca di raggiungere obiettivi estremamente difficili. L’opportunità è enorme e ho ancora molta energia per continuare a lottare e a provarci”.

Non poteva mancare un commento sul braccio di ferro che va avanti in questo periodo tra giocatori e tornei, in particolar modo gli Slam, sulla distribuzione dei ricavi. “Non si tratta tanto della cifra in dollari, quanto dell’allineamento degli interessi. Vogliamo che i giocatori siano dei partner. Al momento, abbiamo un rapporto un po’ complicato in cui i giocatori sono dei liberi professionisti. I tornei fanno le loro cose, il che va bene. Ma non c’è un allineamento completo con i giocatori. Potrebbe andare molto meglio”.