Prima semifinale in un Masters 1000 per Flavio, che si proietta virtualmente al numero sei del mondo

Un motore diesel di quelli a scoppio, che quando entrano a regime non si possono fermare. Flavio Cobolli vince ancora una partita tiratissima contro Tommy Paul per 2-6, 6-3, 6-4 e conquista la semifinale nel Masters 1000 di Cincinnati. Contrariamente a quanto accaduto nel match di ieri con Jodar, quest’oggi l’azzurro è sembrato in forte difficoltà almeno per un set e mezzo, con l’avversario che invece ostentava sicurezza nei propri turni di battuta. Un paio di palle break salvate e qualche errore di troppo da parte di Paul hanno fatto girare la partita, e regalato al tennis italiano l’ennesima gioia stagionale. Per Cobolli si tratta della prima semifinale a livello Masters 1000 – dove tra due giorni troverà il vincitore della sfida tra Arthur Fils e Thiago Tirante – e si prende virtualmente il nuovo best ranking alla posizione numero sei del mondo.
Come spesso accade nei match di Flavio, la partenza è subito in salita. L’azzurro infatti si trova subito costretto a fronteggiare due palle break nel game d’apertura, e dopo aver salvato la prima sulla seconda non può nulla e deve cedere il servizio a Paul. L’americano dal canto suo ha mostrato tutta la sua solidità da fondo campo e l’efficacia del servizio, tanto da arrivare sempre 40-0 nei primi tre turni di battuta e concedere appena quattro punti al servizio in tutto il set. Situazione che fa innervosire Cobolli, che nel settimo gioco è costretto a fronteggiare ancora una palla break, con la palla corta che termina a metà della rete. Il risultato è un rotondo 6-2 maturato in 27 minuti di gioco per l’americano, che sembra fino ad ora padrone del campo.
Se è vero che le partenze sono spesso complicate, è altrettanto vero che Cobolli riesce sempre a rimettere in piedi il match. E così accade in questa occasione, attraverso due momenti fondamentali. Prima recuperando da 0-30 nel game d’apertura – con due ottime prime per riportarsi sul 30-30 – e poi con il break realizzato nel corso del quarto gioco: quasi come una beffa per Paul, sulla prima palla break arriva il secondo doppio fallo del match, 3-1. Del Cobolli spento e scarico del primo set non sembra esserci più neanche l’ombra, con l’azzurro che ora spinge su ogni colpo e costringe Paul a giocare di rimessa. Flavio si salva con due ace consecutivi quando si è trovato sotto 30-40 nel settimo gioco, ultimo ostacolo prima di andare a servire per il match un turno di battuta più tardi e chiudere al quarto set point utile.
Nel terzo parziale entrambi i giocatori devono far fronte a un inevitabile calo delle energie, con il match che vive quindi una inevitabile flessione sul piano del ritmo e nella qualità degli scambi. Quasi all’improvviso, tuttavia, la linea sottile su cui viaggiava il parziale si rompe clamorosamente: nel settimo gioco Paul è avanti 40-15, sul 40-30 commette doppio fallo e si arriva così ai vantaggi. L’americano si trova così impantanato in un game da 16 punti e oltre dieci minuti, ma nonostante questo riesce a salvare tutte e quattro le palle break – grazie al servizio a sollecitare il dritto di Flavio – e si porta così sul 4-3. Cobolli capisce però che il momento è propizio, e così nel successivo turno di battuta si procura nuovamente una palla break: stavolta lo scambio è comandato dall’azzurro, con Paul che alla fine sparacchia di dritto e cede il servizio, 5-4. Con tutta la pressione sulle spalle, Flavio va a servire per il match e al primo match point utile gioca un bel dritto a uscire che mette definitivamente Paul k.o.

