Il giocatore francese si è fermato durante gli Internazionali BNL d’Italia a causa di un problema all’anca e sembra destinato a saltare anche i Championships

Dopo essere stato fermo per otto mesi a causa di un serio infortunio alla schiena, Arthur Fils aveva fatto il suo ritorno nel circuito durante il mese di febbraio, dimostrando di poter essere un legittimo ‘contender’ se sta bene fisicamente. Grazie anche al prezioso aiuto di una leggenda come Goran Ivanisevic, entrato nel suo team dopo la fallimentare esperienza con Stefanos Tsitsipas, il giocatore francese ha ritrovato il suo miglior livello in poco tempo e i primi tornei sul rosso hanno certificato la sua pericolosità.

Arthur ha infatti conquistato il titolo a Barcellona e ha raggiunto le semifinali al Mutua Madrid Open, cedendo soltanto al numero 1 del mondo Jannik Sinner. Tuttavia, nel corso del suo primo match agli Internazionali BNL d’Italia, il transalpino ha avvertito qualcosa di strano nella zona dell’anca e si è dovuto fermare nuovamente. Nonostante abbia fatto tutto il possibile per recuperare in tempo per il Roland Garros, dove sarebbe stato uno dei principali nomi da tenere d’occhio, Fils ha preferito rinunciare allo Slam di casa onde evitare rischi.

Chi sperava di rivederlo in azione durante la stagione sull’erba, rischia di rimanere con l’amaro in bocca. Il suo forfait ad Halle è già stato ufficializzato qualche giorno fa e la sua presenza a Wimbledon, che prenderà il via lunedì 29 giugno sui prati di Londra, è in forte dubbio. Quando mancano esattamente due settimane all’inizio dei Championships, l’ex numero 14 del mondo è stato avvistato mentre si allenava su un campo in cemento. Bisognerà vedere se il 22enne francese si testerà sull’erba nei prossimi giorni, oppure se deciderà di spostare ulteriormente il suo rientro.

Vista l’assenza di Carlos Alcaraz a Parigi e la scioccante eliminazione di Sinner al secondo turno, Fils sarebbe stato certamente uno dei candidati alla vittoria finale. Il suo gioco si adatta molto bene anche alla terra rossa, come avevano dimostrato i risultati di aprile e maggio, ma il fisico continua a rappresentare un grosso ostacolo per la sua consacrazione.