Il coach di Alcaraz: “Vediamo le partite e lavoriamo su ogni particolare per mettere in difficoltà Jannik”

Foto di Ray Giubilo

Carlos Alcaraz è stato impeccabile nella finale degli US Open: secondo successo a New York per lo spagnolo, sesto Slam della carriera e ritorno al numero 1 del mondo. Una prestazione maiuscola da parte del giocatore murciano che è rimasto concentrato dall’inizio alla fine, ha avuto pochissimi passaggi a vuoto lungo tutto il torneo e ha servito alla grande. In conferenza stampa ha parlato anche il suo coach Juan Carlos Ferrero che ha rivelato come l’intero torneo sia stato una preparazione per arrivare al match contro Sinner: “Diciamo che analizziamo un po’ le partite, in particolare quella al Roland Garros e quella di Wimbledon. Cerchiamo di vedere le piccole cose che possiamo migliorare per giocare contro Jannik. Penso che sia stato molto importante, perché ci siamo soffermati per 15 giorni in questo torneo sui dettagli da affinare per giocare contro Sinner. Sappiamo che su questo tipo di superficie, sui campi veloci, Jannik è sempre molto difficile da affrontare“.

Prosegue Ferrero: “Il bello di Alcaraz è proprio questo: è un camaleonte. Puoi chiedergli qualsiasi cosa che lui si adatta e trova soluzioni per arrivarci. Dopo Wimbledon, gli abbiamo chiesto determinate cose da applicare nei match contro Jannik e in soli 10 giorni è migliorato notevolmente. Questa è la principale qualità di Carlos: riesce a migliorare in pochissimo tempo ogni aspetto del suo gioco. Ha solo 22 anni e non possiamo pensare sia perfetto, ha ancora molto da migliorare. Sta migliorando su ogni fondamentale, ma c’è ancora margine. Se pensiamo che non possa migliorarsi ancora, staremmo dicendo una bugia. Rispetto al 2022 ha molta più esperienza: è meno impulsivo e sa leggere meglio la partita“.