In occasione del Challenger di Tenerife, il capitano della Spagna ha parlato di alcuni temi legati al mondo del tennis

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz stanno monopolizzando il circuito ATP, nonostante i tanti accadimenti e le varie situazioni vissute dall’uno e dall’altro. A parlare di questo e altre tematiche è stato David Ferrer, il capitano della Spagna di Coppa Davis, che nel Challenger di Tenerife si sta occupando di seguire i giovani talenti spagnoli che sono presenti in gara. Di seguito alcune tra le dichiarazioni più interessanti, su Sinner e Alcaraz ma non solo. “Sono d’accordo con Carlitos quando dice che Samuel Lopez è uno dei migliori al mondo. Insieme possono avere grande successo”.
Sul dominio Sinner-Alcaraz: “È difficile dire quanti Slam potrà vincere Alcaraz. Chiaramente, se dobbiamo cercare chi può raggiungere i numeri di Djokovic, Nadal e Federer, oggi ci sono lui e Sinner, che sono molto vicini e si stimolano a vicenda. Dopo la vittoria a Melbourne Carlos è in fiducia, ma già a Indian Wells e Miami sappiamo che Sinner può giocare molto bene. Sarà sempre difficile dire chi è il più forte e, in più, da ora a quando arriveranno a fine carriera, ci sono ancora 15 anni: non sappiamo quanti altri ragazzi emergeranno”.
Sull’importanza dei Challenger: “Rispetto a quando giocavo io, adesso il numero è più alto e sono un’occasione per diventare professionisti e crescere. D’altronde, ai miei tempi, l’Italia non aveva tutti questi grandi giocatori e adesso è cresciuta molto. Quindi, sotto questo punto di vista, la Federazione Spagnola sta facendo un buon lavoro”.
Sui talenti spagnoli: “Rafa (Jodar) e Martin (Landaluce) seguono un percorso diverso rispetto ad Alcaraz: Carlitos è come Nadal, ne nascono pochi così. Loro due possono diventare top 20 ed è ottimo averli a disposizione perché possono diventare il futuro della nazionale, ma non si possono fare paragoni”

