Fokina conquista il titolo più importante della sua carriera, rimontando un Rafael Jodar che sul finale è crollato sul piano fisico

Alejandro Davidovich Fokina – Foto Felice Calabrò

Tutto sembrava pronto a Shanghai per l’ascesa di Rafael Jodar nell’olimpo del tennis, ma Alejandro Davidovich Fokina ha dimostrato tutte le sue qualità da lottatore e ha scritto una storia completamente differente. Nel primo derby spagnolo che si è giocato fuori dalla terra rossa, Fokina si impone in rimonta su Jodar con il punteggio di 1-6, 7-6, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco e conquista così il Masters 1000 di Shanghai. Un risultato che sembrava impronosticabile dopo il primo set, dominato da Jodar e risolto in appena 27 minuti di gioco. Fokina l’ha vinta prima sul piano fisico – con il classe 2006 che è ha pagato lo scotto delle tante maratone giocate nei giorni scorsi – e poi sul piano tecnico, cercando di variare spesso il ritmo all’interno dello scambio e accelerando per togliere il tempo al connazionale.

Il principale merito di Jodar è stato quello di far girare immediatamente la partita in suo favore, con il primo dei due break con cui lo spagnolo ha confezionato un perentorio 6-1 ai danni di Fokina è arrivato già nel secondo gioco. Una volee di dritto a chiudere un punto in cui Jodar ha mostrato tutte le sue qualità, dalla risposta fino alla capacità di coprire il campo in maniera impressionante. A condannare Fokina in questo primo set è la seconda di servizio, con cui ha un rendimento nettamente inferiore rispetto alla prima (1/7, 14%).

Nel secondo set Jodar ha tirato il fiato almeno nei primi giochi, con i turni di battuta che si sono alternati in maniera ordinata fino al 2-2. Nel quinto gioco però è arrivato un vero e proprio passaggio a vuoto di Fokina, che si trovava avanti 40-15: un paio di non forzati che poteva evitare lo hanno portato a subire il terzo break dell’incontro, finendo sotto 2-3. Quando tutto sembrava andare in direzione Jodar, arriva in maniera inaspettata il break in favore di Fokina: Jodar salva una prima palla break con la combinazione servizio-dritto, ma sulla seconda il classe 2006 chiama il connazionale a rete che però gioca un’ottima volee in allungo e passa, 3-3. La seconda parte del secondo parziale è in forte contrasto con quello che si è visto in campo per un set e mezzo: un totale di sei palle break da una parte e dall’altra – cinque concesse da Fokina – ma nessun break, e una qualità negli scambi che è visibilmente inferiore rispetto a quanto mostrato nel set d’apertura. Con queste premesse si arriva così al tie-break, che conferma l’andamento del set e si arriva sul 5-5 senza mini-break. Nel momento più importante arriva però l’errore in lunghezza di Jodar, con Fokina che poi piazza una prima vincente e si trascina al terzo set.

La finale diventa ora spettacolare e imprevedibile allo stesso tempo, con entrambi i giocatori che concedono il fianco. Il terzo set si apre con il break di Fokina alla terza occasione utile, con Jodar che risponde però subito presente e firma il contro break nel game successivo. La sensazione è che il classe 2006 stia pagando lo scotto più sul piano fisico che su quello nervoso, complice un torneo dispendioso e con diverse rimonte all’attivo. Non è quindi un caso che a piazzare un nuovo allungo sia ancora Fokina, che nel quinto gioco realizza un nuovo break sull’ennesimo dritto terminato lungo da parte di Jodar, 3-2. A differenza di quanto accaduto fino a questo momento, il break realizzato dal tennista andaluso spacca in due partita, con il classe 2006 incapace di imbastire una reazione e visibilmente sulle gambe. Andato a servire per il match sul 5-4, Fokina non trema e chiude al secondo match point utile con una prima vincente.