Il tennista azzurro ha commentato la vittoria contro Faria, analizzando i momenti chiave della rimonta

ESTORIL – Saranno stati i due caffè bevuti durante la partita. Sarà stata la garra tirata fuori nei momenti decisivi. Sarà stata l’intelligenza di capire che, sotto 2-6 e 2-5, c’era comunque un solo break da recuperare per riaprire il match. O tutte queste cose assieme.
La rimonta di Luciano Darderi contro il beniamino del pubblico portoghese Jaime Faria nei quarti di finale dell’Estoril Open è stata costruita punto su punto dopo un inizio sotto tono.
“Nel primo set – dice Darderi – Jaime è partito molto bene, servendo benissimo. Io ho perso un po’ la testa. Ma nel secondo, anche quando ero sotto, ho sempre continuato a lottare. Mi ha dato una chance di rientrare in partita e l’ho presa”. Di chance in realtà il tennista italiano ne ha avuto ben più d’una, perché nel secondo set, anche quando era indietro nel punteggio, ha accumulato break point sul servizio di Faria, fin quando il portoghese ha servito per il match e a quel punto Darderi gli è balzato addosso, prima facendo il contro-break e poi brekkando di nuovo al turno successivo di battuta del suo avversario. “Lui era teso nei momenti importanti”, ha osservato. Certo, si è vista la differenza fra un giocatore che aspirava alla prima semifinale della sua carriera e un altro che invece quest’anno ne ha già raggiunte 6 e che ha il record di vittorie (22 con quella dei quarti dell’Estoril Open) sulla terra battuta nel 2026, davanti ad Alexander Zverev che è a quota 20.
A volte l’italiano (il “transalpino”, come ci chiamano i portoghesi) ha battibeccato con la folla del Millennium Stadium gremito. “Il pubblico mi ha caricato. Soprattutto quando sei in svantaggio, anche quello può servire. Certo, le urla fra il primo e il secondo servizio danno fastidio, ma del resto è normale che la gente sostenga il giocatore di casa. Succede lo stesso in Italia. Sono contento anche di come ho gestito la situazione”. Pressione per il fatto di essere ora la testa di serie più alta, dopo l’eliminazione di Andrei Rublev per mano di Luca Van Assche, dice di non sentirne. Intanto in semifinale Darderi trova il belga Alexander Blockx.
“È un giovane che è forte sulla terra, come ha dimostrato raggiungendo la semifinale a Madrid, serve molto bene, è vicino ai primi 30 del mondo. Non ci ho mai giocato e non mi sono mai allenato con lui”. Una semifinale tutta da scoprire per “Luli” che a Estoril ha potuto contare su un gruppetto di tifosi argentini. Nell’altra semifinale derby francese fra Van Assche e Hugo Gaston.


