Alle ore 18 il sorteggio dei tabelloni principali inizierà a delineare il cammino dei giocatori agli Open degli Stati Uniti: qui vi proponiamo i principali temi delle due settimane a Flushing Meadows

Foto Ray Giubilo

Dalla sfida infinita tra Sinner e Alcaraz al problema caldo, dagli infiniti Djokovic e Venus Williams ai super premi in palio, dieci temi per avvicinarsi agli Open degli Statio Uniti, che comincerà domenica. Con un’appendice dedicata al doppio misto, appena concluso.

JANNIK E CARLOS, SEMPRE LORO
Dopo Parigi e Londra, vogliamo tutti assistere alla terza grande finale di fila tra Sinner e Alcaraz, che sarebbe storica: non è mai successo infatti nella storia del tennis che nello stesso anno i tornei di Parigi, Londra e New York abbiano avuto uguali finalisti. Per la cronaca, Djokovic e Nadal si sono affrontati per quattro finali Slam di fila, ma a cavallo del 2011 (Wimbledon e Us Open) e del 2012 (Australia e Roland Garros). E poi, tra Jannik e Carlos a New York si gioca anche per il primo posto del ranking. Sinner è campione uscente, Alcaraz ha vinto a New York il suo primo Slam, tre anni fa, e parte secondo noi leggermente in vantaggio (ha vinto 30 delle ultime 31 partite giocate). Molto però molto dipenderà dalle condizioni fisiche dell’azzurro. .

IGA PER IL BIS
Da tredici anni non riesce in campo femminile l’accoppiata Wimbledon-Us Open, l’ultima fu Serena Williams nel 2012. Ci riprova Iga Swiatek dopo l’impronosticabile trionfo a Londra. Risalita al secondo posto del ranking dopo il successo di Cincinnati, a New York la polacca – che a Flushing Meadows ha vinto nel 2022 – potrebbe anche insidiare il primato di Sabalenka, campionessa uscente ma senza vittorie da maggio.

PROVACI ANCORA NOLE
Non gioca – doppio misto escluso – dall’11 luglio, giorno della sconfitta in semifinale a Wimbledon contro Sinner, ma Nole – sempre a caccia del 25° Slam – è pronto a riprovarci, se gli acciacchi dei suoi 38 anni lo permetteranno. A New York Djokovic debuttò nel 2005 (Sinner aveva 4 anni, Alcaraz 2…) su questi campi ha trionfato 4 volte, ha perso l’occasione del Grande Slam, è stato squalificato per una pallata finita addosso a una giudice di linea, mentre nel 2022 non potè nemmeno giocare perché non si era vaccinato contro il Covid. Insomma, un torneo mai banale per il serbo, sempre battuto in semifinale quest’anno negli Slam.

NOZZE D’ARGENTO PER VENUS
A 45 anni, Venus – capace poche settimane fa di battere Stearns, tra le prime cinquanta del mondo – torna dopo due anni a giocare gli Us Open e sarà la sua partecipazione numero 25. Il debutto risale al 1997 (tra le attuali prime dieci del ranking erano nate solo Pegula, Keys e Paolini…) quando perse in finale dalla Hingis. Sui campi di New York ha vinto due volte (nel 2000 e 2001) ma non passa un turno da sei anni. Inevitabile e meritato il suo addio sul campo centrale. Poi potrà concentrarsi sui preparativi del matrimonio con Andrea Preti.

FORZA LORENZO
Dopo l’infortunio nella semifinale di Parigi Musetti ha vinto solo una partita in quattro tornei. Straordinario quest’anno sulla terra battuta, Lorenzo è reduce da un paio di mesi di pura sofferenza, chissà che non riesca a ritrovare fiducia e gioco sul cemento di New York, che storicamente non gli ha mai regalato troppe soddisfazioni (5 vittore e 4 sconfitte in quattro partecipazioni, con due terzi turni come miglior risultato).

E SE JAS…
A Cincinnati, dove ha battuto Gauff e spaventato Swiatek, si è finalmente rivista una Paolini molto vicina a quella che ha trionfato a Roma e che aveva stupito tutti nel 2014. A dieci anni di distanza dal trionfo di Flavia Pennetta, difficile sperare in un nuovo exploit azzurro. Però Jasmine può fare molto meglio degli ottavi di finale – suo miglior risultato agli Us Open – e poi, in fin dei conti, a New York hanno vinto Stosur, Stephens, Raducanu…

USA, CERCASI CAMPIONE
Gli statunitensi non vincono un torneo degli Slam dal trionfo agli Us Open di Andy Roddick nel 2003. Poi solo delusioni o quasi, con Fritz che un anno fa è tornato in finale 15 anni dopo la dolorosissima sconfitta di Roddick contro Federer a Wimbledon, per poi farsi battere senza troppi patemi da Sinner. Taylor ci riproverà, tra gli altri solo Shelton per noi ha qualche chance di andare lontano. Ma per tornare a vincere, probabilmente bisognerà attendere ancora.

DANIIL CI SEI?
Qualche parola la spendiamo volentieri per Medvedev, che a New York ha vinto il suo unico Slam, cancellando nel 2021 il sogno Grande Slam di Djokovic, ed è stato anche finalista nel 2019 e 2023. Daniil è però in caduta libera, non conquista un torneo dagli Internazionali del 2023, quest’anno ha perso al primo turno al Roland Garros e a Wimbledon, al secondo invece in Australia. A inizio anno era ancora 5° in classifica, ora è 13°. Nel 2014 a New York si è fermato nei quarti di finale, rischia il tracollo nel ranking.

IL TORNEO DEI PAPERONI
L’edizione che intende celebrare Althea Gibson, che 75 anni fa debuttò – prima atleta non bianca – agl Us Nationals (allora si chiamavano così gli Open) passerà agli annali per il montepremi record. Verranno distribuiti infatti premi per un totale di 90 milioni di dollari, il più ricco della storia, con un aumento del 20% rispetto al 75 milioni (era già primato) della scorsa edizione. Il vincitore si porterà a casa 5 milioni di dollari, chi perde al primo turno “appena” 110.000…

L’INCOGNITA METEO
Panni pieni di ghiaccio durante i cambi campo, volti stremati, sudore a fiumi, virus sparsi e anche un giocatore, Rinderknech, svenuto in campo. Abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini di Cincinnati, ma a New York – dopo la pioggia di queste ore – sono annunciate per la prossima settimana temperature accettabili, che non dovrebbero arrivare nemmeno a 30 gradi. Ricordando le parole di un paio di anni fa pronunciate a Flushing Meadows da Medvedev («Un giorno qualcuno di noi morirà, e lo vedrete in diretta») c’è da tirare un sospiro di sollievo.

… E POI C’E’ STATO IL DOPPIO MISTO
Fatte salve le giustificate proteste di Errani, Vavassori e degli altri specialisti, sacrificati di fronte ai grandi nomi scesi in campo, detto che la programmazione ci è sembrata assurda (con i finalisti di Cincinnati in campo il giorno dopo…) c’è da dire che il torneo di doppio misto, grande novità di questa edizione degli Us Open, è stato un vero successo, nel clima tipico di una esibizione di lusso: grandi sorrisi, complimenti ad avversari e compagni, soprattutto tanto, tanto pubblico. L’unica coppia ad aver preso davvero sul serio il torneo è stata proprio quella degli specialisti azzurri, che non a caso ha fatto il bis del 2024, terzo titolo Slam insieme (e nono per la straordinaria Sara). Bella la dedica «ai doppisti che non hanno potuto partecipare», però, quando andranno a incassare l’assegno di un milione di dollari, Errani e Vavassori si ricordino di ringraziare anche Alcaraz, Swiatek e le altre stelle che hanno reso più “glamour” e interessante il torneo, e così ricco il montepremi.