Si tratta del quindicesimo successo nel circuito cadetto per il bosniaco, che in Sardegna è partito da seconda forza del seeding sbaragliando la concorrenza

Foto di Yuri Serafini

Damir Dzumhur è il quarto campione della storia dell’Olbia Challenger. Il bosniaco ha sconfitto la prima testa di serie del torneo Jacob Fearnley per 7-6(4) 6-3 nell’ultimo atto del torneo organizzato da MEF Tennis Events insieme al Tennis Club Terranova. Si tratta del quindicesimo successo nel circuito cadetto per Dzumhur, che in Sardegna è partito da seconda forza del seeding sbaragliando la concorrenza e innalzando il livello di gioco dal primo turno sino alla finale disputata davanti a una Cloto Arena gremita. Da oggi è numero 83 ATP, mentre il britannico sale alla casella numero 87 della classifica mondiale.

Una settimana iniziata in salita e chiusa con il trofeo tra le braccia. La commozione di Damir Dzumhur dopo l’ultimo punto che gli ha consegnato il Challenger numero 15 della carriera (e il trentesimo titolo complessivo tra i professionisti, di cui tre nel circuito maggiore) è emblematica. “È stata una settimana incredibile, non mi aspettavo di vincere il torneo – le parole dell’ex numero 23 del mondo, che ha sconfitto in finale Jacob Fearnley per 7-6(4) 6-3 –. Nel secondo turno ho rischiato di essere eliminato, ma uscito da quella partita ho capito subito che avrei potuto cambiare il mio destino qui a Olbia. Ho ricostruito la mia fiducia partita dopo partita, vincere il titolo significa molto”.

Con il trionfo in Sardegna, Dzumhur si assicura un posto in Top 100 almeno fino a fine stagione. Punti importanti in ottica ranking, utili anche per disputare l’Australian Open 2027: “Sono soddisfatto di quest’anno, chiuderò in Top 100 realizzando quello che era il mio personale obiettivo. Tuttavia, la mia stagione non finisce qui; giocherò l’ATP 250 di Bruxelles, l’ATP 500 di Vienna e il Masters 1000 di Parigi, ma potrò farlo con la testa libera. Cos’altro chiedo alla mia carriera? Onestamente sono molto contento di quanto ho realizzato e grato di aver avuto la possibilità di farlo. Non mi manca niente, ho sempre dato il massimo per realizzare i miei sogni e sono orgoglioso di me stesso. Spero solo di poter continuare ancora per due o tre anni senza infortuni.”