Alla campionessa bielorussa sono state dedicate svariate purosangue in giro per il mondo, ma la Sabalenka messicana si sta rivelando una vera fuoriclasse

Per una Aryna Sabalenka che punta a confermarsi regina del tennis anche nel 2026, ce ne sono tante, di Sabalenka con la criniera, che cercano di farsi spazio nel mondo ippico. Sì, perché sono quasi una decina le purosangue che portano il nome, anzi il cognome della 27enne giocatrice bielorussa. La prima le è stata dedicata già nel 2018 in Nuova Zelanda, da allora ne sono spuntate altre in Cile (2019), Stati Uniti (2020), Venezuela (2021), Ecuador, Messico e Perù (2022), Turchia (2023).

Se quella nata negli USA ha ottenuto discreti risultati, conseguendo per quattro volte il cosiddetto “black type” che caratterizza le corse più importanti sui pedigree dei cavalli da corsa, adesso c’è la Sabalenka messicana che in patria è diventata una star dell’ippica nazionale. Allenata da José de Jesús Sánchez Vázquez e appartenente alla Sabino Farms, questa figlia di Zeewat e Estampida ha vinto 10 delle 11 corse disputate in Messico, compresi i tre gran premi (Clásico Rubí, Clásico Esmeralda e Clásico Diamante) che compongono la “Triple Coronada” riservata alla femmine di 3 anni, e adesso il 7 dicembre a Panama ha regalato il primo successo internazionale al suo trainer, disperdendo le avversarie nella Copa Dama del Caribe all’Hipódromo Presidente Remón.

In sella stavolta Sabalenka aveva Irad Ortiz jr, top jockey portoricano che da anni è grande protagonista delle corse negli USA e non solo: perché ogni regina deve avere il suo re…