L’ex tennista tedesco ricorda quando il serbo prese le sue difese in un momento difficile

Boris Becker è tornato a parlare di un capitolo difficile della sua vita, ossia il periodo passato in prigione. Il tedesco in un’intervista rilasciata al podcast High Performance, ha voluto sottolineare come sia stata importante la vicinanza e la difesa da parte di Novak Djokovic: “Era al Roland Garros, da campione in carica, e nella sua prima conferenza stampa ha parlato molto bene di me. Mi ha sostenuto e mi ha difeso, non me l’aspettavo. Siamo come una famiglia. Nei momenti difficili sai chi tiene davvero a te e chi no. Il 95% dei miei amici si è dimenticato di me in quel momento, ma lui no“.

Becker ha raccontato degli aneddoti delle difficoltà di quel momento: “Dopo una partita di poker con alcuni carcerati rumeni, mi sono ritrovato con un debito di 500 sterline. È stato stupido e sciocco da parte mia giocare a poker con gente del genere, ma dopo il tennis, ho giocato a poker a livello professionistico per un po’. Ho pensato: cosa mi potrà mai succedere? Era solo un piccolo divertimento extra. Ho giocato a poker con veri criminali che sono venuti nella mia cella e hanno cercato di schiaffeggiarmi se non avessi pagato. Se un amico fuori dal carcere non avesse risolto il problema con un trasferimento di denaro sarei stato nei guai“.