La coppia azzurra ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta in semifinale, arrivata anche in virtù di un problema alla caviglia patito da Bolelli

Foto di Ray Giubilo

PARIGI – Il sogno del primo Slam della coppia Bolelli-Vavassori si è interrotto bruscamente in semifinale a metà del primo set, quando sul 2-3 contro Granollers-Zeballos, Bolelli è ricaduto malamente sulla caviglia destra. E’ rimasto in campo ma «ho potuto giocare praticamente da fermo – parla Simone – sulla destra non potevo proprio scattare. Ho ancora dolore, stasera farò una risonanza magnetica, vediamo cosa esce fuori». «Quando l’ho visto crollare a terra – interviene Vavassori – mi sono preoccupato, pensavo si fosse sfondato. Poi Simone si è ripreso, ma gli ho chiesto comunque se voleva ritirarsi, anche alla fine del primo set, ma lui è capace di giocare come pochi anche sul dolore. Ho provato a indossare il mantello da supereroe per dargli una mano ma non è bastato. Bisogna prenderla con filosofia, pensare che in tre anni questo è il primo problema fisico che ci frena, e andare avanti». «L’infortunio ha inciso nettamente sul risultato – dice Bolelli – peccato perché avevamo tanta fiducia nelle nostre possibilità, ci sentivamo bene. Rinuncerò sicuramente ad Halle e spero di essere pronto per Wimbledon». «Dai, a Londra ci saremo sicuramente – rintuzza Vavassori – da Miami in poi siamo saliti molto di livello. Abbiamo vinto due “1000” e ora questa semifinale Slam. Stiamo migliorando settimana dopo settimana, ci sentiamo anche più forti di due anni fa, quando qui arrivammo in finale. Sull’erba potremo prenderci la rivincita». Essere (quasi) delusi dopo un piazzamento in semifinale indica quanto la coppia azzurra sia entrata di diritto tra le punte di diamante del nostro tennis. «Avvertiamo la vicinanza dei tifosi – la chiusura è di Bolelli – anche all’estero il tifo a favore non manca mai. E’ un bene per noi e per il nostro sport». E allora forza, appuntamento a Wimbledon.