L’ex numero 8 del mondo è convinto che il giocatore greco possa tornare nelle posizioni che gli competono, ma dovrà fare un grande sforzo sul piano mentale

Stefanos Tsitsipas non è ancora uscito dalla crisi che sta limitando il suo rendimento, fino ad averlo relegato ad un ruolo di secondo piano nelle dinamiche del circuito maschile. L’ex numero 3 del mondo sembrava destinato ad essere uno dei leader della generazione post-Big 3, invece si è notevolmente allontanato dagli obiettivi che aveva all’inizio della sua carriera. L’ascesa di due giovani fuoriclasse come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz – che hanno instaurato un vero e proprio dominio – lo ha sicuramente ostacolato, ma bisogna evidenziare anche l’eccessivo numero di errori commessi dal greco negli ultimi anni. Il nativo di Atene non è mai riuscito a dare nuovo impulso al suo gioco, che è diventato prevedibile per i suoi avversari, e il suo tentativo di cambiare coach è miseramente fallito.
Dopo la fine della sua collaborazione con Goran Ivanisevic, ‘Tsitsi’ è tornato ad affidarsi a suo padre Apostolos che lo seguirà anche nella prossima stagione. Non c’è dubbio che il 2026 sarà un crocevia fondamentale per l’intera carriera di Stefanos, che non può assolutamente permettersi di gettare al vento un altro anno. Per questo motivo, l’ex Top 5 ha già iniziato a lavorare duramente insieme a tutto il suo team e sembra aver finalmente risolto il problema alla schiena che lo ha tormentato negli ultimi mesi.
In una recente intervista concessa a ‘Tennis365‘, l’ex numero 8 del mondo Marcos Baghdatis ha analizzato nel dettaglio il brutto momento che sta attraversando Tsitsipas: “Non è semplice esprimere un’opinione attendibile dall’esterno, visto che non abbiamo idea di cosa succeda all’interno del suo team. Io penso che Stefanos debba crescere sotto il profilo della capacità decisionale, che è un aspetto fondamentale a questo punto della sua carriera. Se ritengo che possa tornare nella Top 10? Assolutamente sì. Al tempo stesso, gli consiglio di accettare la situazione attuale e da lì ricostruire tutto il suo gioco.”

