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La Vinci rimonta da 0-4 al terzo e batte la Gasparyan

Ha avuto bisogno di quasi tre ore, ma alla fine Roberta Vinci ha portato a casa una vittoria molto preziosa al Premier Mandatory di Indian Wells. La tarantina ha rimontato uno svantaggio che sembrava incolmabile e ha superato Margarita Gasparyan col punteggio di 6-3 6-7 7-6. Come spesso accade tra le donne, è stata una partita piena di alti e bassi: sotto 3-1 nel primo set, la Vinci incassava cinque giochi di fila e si aggiudicava il parziale. Il secondo set arrivava al tie-break, dove la Gasparyan sciupava un vantaggio di 6-1: la Vinci saliva 7-6 e servizio ma non sfruttava il matchpoint. Perdeva tre punti di fila ed era costretta a giocare il terzo. Roberta usciva dal match è finiva addirittura 0-4. A sconfitta ormai certa trovava la forza di reagire, cancellava due matchpoint sul 5-3 Gasparyan e 15-40 sul suo servizio. L'equilibrio tornava sovrano e non si spezzava fino al 5-5 del tie-break. A quel punto la Vinci intascava gli ultimi due punti e approdava al terzo turno. Un successo dettato dall'esperienza e dalla consapevolezza del suo nuovo ruolo di top-player. E chissà se da una sconfitta quasi acquisita non possa arrivare un nuovo grande torneo. Al terzo turno se la vedrà con la vincente di Svitolina-Beck. 

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Alexander Zverev: “Non ho mai preso il Meldonium!”

In pieno delirio-Meldonium, Nikki Pilic aveva detto che la sostanza era stata utilizzata anche dal giovane Alexander Zverev. Il baby tedesco avrebbe potuto farne uso grazie a una speciale esenzione medica, a differenza di Maria Sharapova. Normale che chiedessero al diretto interessato: eppure, dopo la vittoria al primo turno di Indian Wells contro Ivan Dodig, il giovane tedesco ha smentito l'indiscrezione. "Non ho mai preso il Meldonium in tutta la mia vita – ha detto Zverev – sinceramente non so da dove abbia preso questa informazione Pilic. Non ho mai sentito parlare di questa sostanza, non ho nessun problema con il diabete e non so esattamente di cosa si tratta". Al secondo turno del BNP Paribas Open, il più giovane top-50 ATP se la vedrà con Grigor Dimitrov.

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Seppi ok a Indian Wells: rimontato Young, ora Isner

Dopo la sfida di Coppa Davis di Pesaro, Andreas Seppi è stato l’unico degli azzurri a partire subito per gli Stati Uniti, per evitare un nuovo zero nei Masters 1000 (visto quelli già accumulati nella primavera del 2015) e provare a dare una scossa alla sua stagione. L’inizio al Bnp Paribas Open di Indian Wells è stato sicuramente positivo, con una vittoria ai danni dell’eterna promessa (mancata) Donald Young. Il successo, siglato in rimonta – nella tarda serata californiana – con il punteggio di 4-6 6-4 6-3, ha un buon valore: Young giocava in casa ed è sicuramente più abituato al cemento, mentre fino a sabato scorso Seppi era in campo sulla terra battuta. Al secondo turno l’altoatesino è atteso da un match durissimo contro John Isner, uno che sul cemento americano diventa ancora più pericoloso, e a Indian Wells vanta pure una finale, raggiunta nel 2013. Seppi l’ha sconfitto nel 2012 al Foro Italico, mentre ci perse due anni prima in Australia. Poco indicativo il precedente dello scorso Roland Garros: la puntò in tre set l’americano, ma Andreas era alle prese con l’infortunio all’anca che l’ha tenuto per quasi tutta la stagione sul rosso.

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Fabbiano in finale a Zhuhai: top-100 sempre più vicini

È veramente un periodo d’oro per Thomas Fabbiano. Dopo aver raggiunto gli ottavi all’ATP 500 di Dubai, il pugliese ha optato per un periodo di tornei Challenger, partendo per una trasferta in Asia con l’obiettivo di raccogliere più punti possibile per tentare l’assalto ai primi 100 ATP, ormai dietro l’angolo. L’allievo di Fabio Gorietti ne ha già messi in cassaforte 55, raggiungendo la finale sul cemento del nuovo appuntamento da 50.000 dollari di montepremi di Zhuhai, organizzato nello stesso – splendido – impianto che a fine 2015 ha ospitato il WTA Elite Trophy. Partito come quarta testa di serie, il 26enne di San Giorgio Jonico ha sconfitto in semifinale il grande favorito Yuki Bhambri, regolato con un doppio 6-3, e all’ultimo atto se la vedrà domani col cinese Zhang Ze, numero 193 della classifica mondiale. Per Fabbiano è la seconda finale Challenger in carriera, dopo quella vinta nel 2013 sul cemento di Recanati. In caso di sconfitta lunedì sarebbe comunque certo di un nuovo best ranking, nei primi 115 della classifica. In caso di successo, invece, incasserebbe altri 35 punti ATP, salendo intorno alla posizione numero 105.

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