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Kerber viene omaggiata a Kiel…e rinuncia a Dubai

Momento agrodolce per Angelique Kerber. La tedesca, campionessa dell'Australian Open, ha ottenuto la cittadinanza onoraria di Kiel, dove è nata e ha imparato a giocare a tennis. "Kiel è molto importante per me. E' il posto dove sono cresciuta, sono andata a scuola e ho ancora tanti amici" ha detto la Kerber, che da qualche anno si è trasferita in Polonia. La tedesca si aggiunge a una lista di cui fanno parte vari personaggi di politica, economia, sport e società. Tra loro Elisabetta II, Helmut Kohl e Angela Merkel. Tuttavia, un problema alla coscia destra maturato durante il weekend di Fed Cup a Lipsia le impedirà di giocare il Premier di Dubai, al via la prossima settimana. Salvo imprevisti, dovremmo rivederla in campo sette giorni dopo per il Premier Five di Doha. 

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Scommesse: arriva l’Independent Review Panel

L'investigazione indipendente sul mondo del match-fixing durerà almeno un anno. Lo hanno ufficializzato i vertici del tennis mondiale, specificando che le indagini riguarderanno sia i presunti illeciti che l'efficacia degli attuali sistemi anti-corruzione. Il progetto era stato annunciato durante l'Australian Open a seguito delle rivelazioni giornalistiche che avevano evidenziato più di una falla nell'attuale sistema. Il team sarà guidato da Adam Lewis, coadiuvato da altri due investigatori che saranno nominati entro fine febbraio. L'ITF ha specificato che non esistono scadenze, ma serviranno almeno 12 mesi per completare il tutto. Gli investigatori avranno ampi poteri, compresa la possibilità di consultare documenti, effettuare audizioni e usufruire del supporto di esperti. L'obiettivo è preservare il più possibile l'integrità del tennis, messa di nuovo alla frusta dalla rivelazione del Guardian: due giudici di sedia di tornei minori, il kazako Kirill Parfenov e il croato Denis Pitner, sono stati squalificati a vita. Il primo aveva utilizzato Facebook per contattare un altro ufficiale di gara allo scopo di manipolare l'utilizzo dei livescore, mentre il secondo effettuava accessi regolari a un sito di betting, peraltro scommettendo su partite di tennis. Altri quattro arbitri sono sotto investigazione. 

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Papà Baghdatis: “Meno pressioni grazie alle mie figlie”

All'ATP 500 di Rotterdam ha perso al secondo turno, eppure Marcos Baghdatis sta attraversando un momento positivo. Un paio d'anni fa era uscito dai top-150 ATP, ma adesso si è ritrovato. Buona parte del merito è della moglie Karolina Sprem, ex ottima giocatrice. "Anche lei ha affrontato difficoltà e infortuni – ha detto il cipriota – quindi è stata molto importante. Ha saputo ascoltarmi, ma non solo". La coppia ha due figlie, l'ultima nata durante il periodo di off-season. "E' la cosa più bella che potesse accaderci, anche se la gente ci chiede se avremo un terzo figlio, nella speranza che nasca un maschietto. Non so, in questo momento siamo contenti così. Essere diventato padre ha allontanato le pressioni. Ad esempio, se avessi perso contro Goffin sarei stato ugualmente contento perché sarei tornato a casa ad abbracciare Zahara e India. Per questo non sono stressato quando gioco". Baghdatis ha intenzione di giocare altri tre anni e stabilizzarsi intorno ai top-50, magari tra i top-30, tenendo conto che l'anno scorso si è riproposto su buoni livelli con la finale al torneo ATP di Atlanta. "Tanti 30enni stanno ottenendo buoni risultati – ha concluso – questo mi dà grande fiducia. Nei prossimi tre anni succederanno grandi cose". 

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Vinci in SF a San Pietroburgo: adesso c’è la Ivanovic

Prosegue l'avventura di Roberta Vinci al torneo WTA di San Pietroburgo. La tarantina ha dovuto sudare le proverbiali sette camice per avere la meglio su Timea Babos, battuta col punteggio di 7-6 4-6 7-6. L'ungherese evoca dolci ricordi per la Vinci, poiché l'aveva affrontata nella finale di doppio a Wimbledon 2014 (quando Errani-Vinci batterono Babos-Mladenovic). Stavolta è stata molto più dura, con Roberta che ha dovuto rincorrere per tutto il terzo set. Sotto 2-0, ha dovuto cancellare una palla per il doppio break e ha riacciuffato l'avversaria in extremis, quando la Babos ha servito sul 5-4. A quel punto Roberta ha effettuato lo strappo e ha mostrato una maggiore classe nel tie-break. In semifinale ci sarà Ana Ivanovic: decimo scontro diretto tra le due, con la serba avanti 6-3 (e 3-0 sul cemento indoor), anche se la Vinci vanta un terrificante 6-0 6-0 a Montreal, nel 2012. La Ivanovic ha vinto l'ultimo precedente, due anni e mezzo fa a Carlsbad, in tre set. 

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Semifinale “alternativa” all’ATP 500 di Rotterdam

Dopo 13 vittorie negli ultimi 14 match termina la corsa di Roberto Bautista Agut, sconfitto nei quarti all'ATP 500 di Rotterdam. Lo spagnolo ha ceduto a Martin Klizan copo aver avuto cinque matchpoint. Il punteggio dice tutto: 6-7 7-6 6-0. Dopo aver sciupato tante occasioni nel secondo, il valenciano è letteralmente crollato nel terzo. "E' stata una partita molto dura, avevo un piede sull'aereo – ha detto Klizan – ho salvato cinque matchpoint ed è incredibile. Sono felice di aver interrotto una striscia di quattro sconfitte consecutive contro Roberto". Nel 2016, lo spagnolo aveva intascato i titoli ad Auckland e Sofia. Adesso se la vedrà con Nicolas Mahut, che a 34 anni di età ha battuto agevolmente Viktor Troicki e torna in semifinale per la prima volta dopo il titolo ottenuto in giugno a 's-Hertogenbosch, sempre nei Paesi Bassi: "L'Olanda mi ispira molto – ha detto il francese – mi piace l'atmosfera e adoro le condizioni di gioco". Diciamo che gli organizzatori non si aspettavano esattamente una semifinale tra Klizan e Mahut, ma tant'è…

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