Grande attesa per la finale degli Australian Open 2026 tra Novak Djokovic e Carlos Alcaraz, entrambi a caccia della gloria.

Poste in gioco altissime per i finalisti. Lo spagnolo sogna di essere il più giovane a centrare il Career Grand Slam, il serbo anela al 25esimo sigillo major e al primato assoluto nella storia del tennis Il più anziano dell’Era Open ad issarsi in finale in Australia sfiderà colui che punta ad essere il più giovane a realizzare il Career Grand Slam. Nelle rispettive semifinali, Novak Djokovic – n. 4 del mondo – e il n. 1 Carlos Alcaraz sono stati più forti di tutti e tutto: lo spagnolo ha dominato i crampi e il vomito e ha inflitto il colpo di grazia ad uno Zverev furibondo; una partita epica ed estenuante, durata ben 5 ore e 27 minuti, la terza più lunga della storia del torneo dopo la finale tra Nadal e Djokovic (2012) e quella tra Murray e Kokkinakis (secondo turno, 2023).
Il serbo, dal canto suo, ha disputato una delle migliori performance degli ultimi anni sorprendendo Jannik Sinner al quinto set – in poco più di quattro ore di gioco – e approfittando delle occasioni mancate dall’azzurro (che ha convertito in totale solo 2 palle break su 18 a disposizione e nessuna delle otto a suo favore nel quinto set!). Ora, in finale a Melbourne, Nole – il mostro sacro di sempre – e Carlos – il fenomeno della nuova generazione -, si sfideranno per la decima volta: Novak è in vantaggio 5-4, con tre vittorie su quattro partite disputate sul cemento; invece, l’unico match vinto da Alcaraz sul duro è stato l’ultimo, la semifinale dello US Open 2025.
Si tratta della terza finale Slam insieme, dopo le due vinte da Carlos a Wimbledon (2023-2024) e della loro quinta sfida in un major. Ha sbagliato un certo giornalista a chiedere a Djokovic come si sentisse a dover rincorrere Alcaraz e Sinner: il serbo si è incattivito ancor di più… Risultato: ha prodotto una delle performance più titaniche degli ultimi anni scalzando Jannik Sinner in una lotta estenuante; i detrattori di Djokovic non hanno ancora imparato la lezione e, nel sottovalutarlo, lo rendono ancora più “feroce”. A 38 anni e 255 giorni, Novak diventa così il più anziano dell’Era Open ad issarsi in finale all’Australian Open e, in caso di vittoria, sarebbe il più anziano della stessa epoca a trionfare in un major; per lui, ora sono 38 le finali Slam, un altro record assoluto, così come quello delle 402 partite Slam vinte in carriera (che salirebbero a 403 in caso di vittoria domenica).
“Voglio ringraziare coloro che dubitano di me” ha dichiarato il tennista di Belgrado dopo la storica vittoria contro Sinner, “non ho mai smesso di credere in me stesso, tanti dubitavano di me ed esperti di tennis dicevano che avrei dovuto ritirarmi già un paio di anni fa. Li voglio ringraziare perché mi hanno dato forza, mi hanno motivato a dimostrare loro che si sbagliavano, ed è quello che ho fatto oggi. Onestamente, non ne sono sorpreso”. Novak è a un passo dal diventare la leggenda assoluta del tennis perché, se battesse Carlos, sorpasserebbe anche i 24 titoli major di Margaret Court; inoltre, i suoi trionfi a Melbourne salirebbero a 11, l’ennesimo record pazzesco che lo consacrerebbe terzo tennista della storia a vincere 11 o più titoli di uno stesso Slam, dopo le 14 corone di Nadal a Parigi e le 11 di Margaret Court in Australia. Dalla sua prima partecipazione al torneo, nel 2005, il serbo ha vinto 104 partite, a fronte di sole 10 sconfitte! Il Djoker è stato campione a Melbourne nel 2008, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2019, 2020, 2021 e 2023. Nel percorso verso la finale, il fenomeno di Belgrado ha superato Martinez, Maestrelli, Van de Zanschulp; poi, la sua buona stella lo ha graziato con il forfait di Mensik e il ritiro di Musetti quando l’azzurro stava dominando per 2 set a zero. Però, è anche vero che la fortuna aiuta gli audaci e, forte di questo, contro Sinner Djokovic ha innescato la marcia del RoboNole, con un tennis a rullo compressore e nervi di ghiaccio. Non sarà semplice, però, “schiacciare” il fuoriclasse spagnolo…
Alcaraz è a caccia del suo primo titolo a Melbourne Park. In caso di successo in finale, a 22 anni e 258 giorni diventerebbe, come detto, il più giovane di sempre a realizzare il Career Grand Slam, nonché il sesto tennista dell’Era Open a riuscirci, il nono di sempre. Per lui si tratterebbe inoltre del settimo sigillo major dopo lo US Open 2022 e 2025, Wimbledon 2023-2024 e Roland Garros 2024-2025. Ma i primati non finiscono qui. Il murciano è il giocatore più giovane dell’Era Open ad inanellare quattro o più finali del Grande Slam e supera Sinner il quale ci era riuscito a 23 anni. Una tourné australiana scintillante per Carlos, il quale ha sempre domato gli avversari in tre set prima di vivere un vero e proprio psicodramma nel match di semifinale contro Zverev; nel suo percorso ha superato Walton, Hanfmann, Moutet, Paul, De Minaur e, appunto, il n. 3 del mondo.
In caso di vittoria con Djokovic diventerebbe il secondo spagnolo a sollevare il trofeo australiano dopo Nadal, campione nel 2009 e nel 2022. E ancora, potrebbe diventare il più giovane dell’Era Open a vantare sette vittorie major, superando così Bjorn Borg, che ci riuscì a 23 anni; ora è il settimo tennista dell’Era Open ad infilare quattro finali nei tornei del Grande Slam e, grazie alla sua ottava finale major, ha eguagliato il primato di Borg e Nadal (Era Open) per le finali Slam raggiunte all’età pari o inferiore ai 22 anni.
La resilienza è ormai il marchio di fabbrica dello spagnolo che ha vinto 15 dei 16 match al quinto set disputati finora nel Tour (l’unico a batterlo al quinto è stato Berrettini, all’Australian Open 2022, al terzo turno). Grazie alla 12esima vittoria consecutiva in cinque set con Zverev, Carlos ha eguagliato Borg e la sua striscia più lunga di vittorie al quinto dell’Era Open (1976-1980). Entrambi rischiano di risentire del grande sforzo prodotto venerdì ma, con i suoi 16 anni in più rispetto a Carlitos, Novak potrebbe ritrovarsi a corto di energie; d’altro canto, anche se Alcaraz non dovesse risentire fisicamente della maratona con Zverev, comunque non dovrà abbassare la guardia, anzi. Il Djoker, quando gioca, produce strani incantesimi, perfino quello di fermare il tempo…

