Marco Caldara - 17 ottobre 2018

Murray ci prova col guru della riabilitazione

Per provare a lasciarsi definitivamente alle spalle il problema all'anca che lo condiziona da oltre un anno, Andy Murray si sta facendo aiutare da Bill Knowles, un ex maestro di sci diventato uno dei massimi esperti di riabilitazione al mondo. A Philadelphia ha già aiutato gente come Tiger Woods, Terry o Balotelli, e ora punta a restituire al Tour il vero Murray.
Per un buon periodo ha sbagliato praticamente ogni mossa, tentando vari e improbabili ritorni nel circuito prima di cedere all’idea che per risolvere l’infortunio all’anca una volta per tutte fosse necessaria l’operazione chirurgica. Anche per questo, ora Andy Murray vuole muoversi con estrema cautela, perché ha capito che il problema è tutt’altro che banale, e potrebbe comprometterne seriamente la carriera. Lo dimostra la promessa di giocare meno tornei nella prossima stagione, evitando soprattutto la terra battuta, così come la scelta di chiudere in anticipo il 2018, saltando i tornei indoor di fine stagione per iniziare una lunghissima preparazione con l’obiettivo di presentarsi tirato a lucido al via del 2019. Un lavoro studiato ad hoc per restituirgli la forma che manca da quasi due anni, e che ha una figura cardine in Bill Knowles, un ex maestro di sci oggi riconosciuto come uno dei principali esperti di riabilitazione al mondo. Non si occupa solo di aiutare gli atleti nel processo di recupero fisico, con l’obiettivo di allungargli la carriera, ma anche di stimolarli dal punto di vista mentale, aiutandoli a lasciarsi alle spalle l’infortunio e tutti gli spettri che ne derivano, e talvolta possono trascinarsi molto a lungo. La lista di clienti illustri di Knowles è lunghissima, comprende tante stelle degli sport americani e anche campioni come Tiger Woods, John Terry e Mario Balotelli, tutti passati con successo dall’HP Sports, una palestra di Philadelphia dove lavora insieme a due colleghi. Murray l’ha raggiunto per la prima volta negli States la scorsa estate, per preparare il ritorno Slama allo Us Open, e si trova in Pennsylvania anche in questi giorni, per un altro blocco di lavoro.
METODI NON CONVENZIONALI
Chi è già passato “sotto le mani” di Knowles ha raccontato che il suo programma si basa soprattutto su metodi non convenzionali, che possono variare da atleta ad atleta, in base alle esigenze di ognuno. Per esempio, con Sam Bradford, quarterback degli Arizona Cardinals (football americano) che si è allenato nella sua palestra per recuperare da un’operazione al ginocchio, un giorno Knowles ha giocato a badminton, per obbligarlo a saltare in continuazione, correre e svolgere ripetuti cambi di direzione. Secondo la stampa britannica, proprio l’aiuto di Knowles sarebbe servito a ridare entusiasmo a Murray, un po’ scoraggiato quando si è accorto che il rientro in campo è stato decisamente più complicato del previsto, con appena una dozzina di partite giocate in tutto l’anno, e tanta fatica per vincere incontri che solo qualche tempo fa avrebbe portato a casa col minimo sforzo. Tuttavia, con l’aiuto ripetuto di Knowles conta di tornare finalmente ai livelli che gli competono già all’inizio del 2019, quando dovrebbe essere uno degli osservati speciali dell’ATP 250 di Brisbane. Oltre al lavoro fisico alla HP Sports, Murray si sta naturalmente allenando anche sul campo da tennis, non senza lasciare il segno. Per esempio, un paio di giorni fa, al termine della loro ora di gioco, quattro signore l’hanno riconosciuto e gli hanno chiesto una foto, come regalo per il compleanno di una di loro. E Murray che ha fatto? Si è offerto per giocare con a loro, e una volta appreso che non c’era alcun campo libero si è fermato per una chiacchierata. Un piccolo gesto che grazie ai social non è passato inosservato.
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