Al campione spagnolo non è riuscita l’impresa di sollevare il suo terzo trofeo consecutivo ai Championships

Foto di Ray Giubilo

LONDRA – Non finisce qui. “Tornerò l’anno prossimo? Assolutamente”, Carlos Alcaraz sembra quasi sorpreso dalla domanda che gli viene fatta sul Centre Court appena incassata, ma non digerita, la sconfitta in finale contro Jannik Sinner. La domanda sembrava un po’ strana, fatta a un ragazzo di 22 anni che, se è vero che ha vinto gli ultimi due Wimbledon prima di questo, non ha certo chiuso i conti con questo torneo e ha ancora tutta una carriera davanti. “Ho perso – dirà più tardi ai giornalisti – contro qualcuno che ha giocato un tennis incredibile. Esco a testa alta”. A un certo punto, lo si è visto dire al suo team: “E’ molto meglio di me!”. “Con Jannik – ha detto Carlitos – stiamo costruendo una bella rivalità sul campo, ottima per noi e ottima per il tennis, e un buon rapporto fuori. Gli faccio i complimenti, ha giocato in modo incredibile per due settimane. Posso solo dirgli: continua così”. Poco dopo, Sinner gli farà da controcanto: “Certo che tornerai, però di queste – fa, alzando la coppa – tu ne hai già due”.

Il confronto con l’attuale numero uno del mondo fa sì che entrambi debbano giocare al 100% e si spingano l’un l’altro, secondo lo spagnolo. Entrambi confermano che hanno intenzione di piazzarsi al centro del tennis mondiale e non hanno nessuna intenzione di mollarlo. “Son contento di quel che sto facendo – afferma Alcaraz – l’anno era iniziato male, ma poi ho ritrovato l’eccitazione di essere in campo. Quel che voglio fare è portare gioia sul campo, soprattutto su questo campo bellissimo, nel torneo più bello del mondo”. Stranamente di questa gioia non si è visto molto, dopo un primo set giocato dallo spagnolo in modo anche spettacolare, ma dopo il quale si è pian piano sgonfiato, anche se lui sostiene che “nel quarto set, quando ho ricominciato a sorridere in campo, ho avuto le migliori occasioni”. Aggiunge che arrivare in finale di un Grande Slam non è da tutti, anche se perdere è duro. “Ma un gran campione non è quello che vince sempre, ma quello che impara dalle sconfitte e non sono sorpreso che Sinner sia rimbalzato così rapidamente dal Roland Garros”, sostiene lo spagnolo, per il quale quella di oggi, la prima finale a Wimbledon da 23 anni senza nessuno dei Big 4, è il segnale di “un cambio di ciclo”.

Alcaraz fa un’analisi lucida della sconfitta. “Il servizio – dice – forse non ha funzionato come in altre occasioni ma avevo contro uno dei più bravi del circuito alla risposta. Fisicamente non ho avuto problemi, ma è difficile giocare contro qualcuno che ti spinge al limite su ogni punto. A volte non sapevo cosa fare. Lui rispondeva molto bene sulla mia seconda di servizio e mi attaccava. Forse il secondo set è stato decisivo, ho “regalato” qualche punto sulla sua seconda, così poteva portare a casa i turni di servizio più facilmente. L’incontro ha avuto momenti diversi: a tratti mi sembrava di fare tutto alla perfezione, a tratti non sapevo cosa fare. Vedevo che non riuscivo a creargli problemi da fondo campo, così è subentrata un po’ di frustrazione. Avevo l’impressione di trovarmi qualcuno che non ha punti deboli. Ho perso con un giocatore molto completo, che si muove in modo eccezionale sull’erba. Jannik adesso è il giocatore da battere, un esempio per tutti”.

Il campione di Murcia ha fallito il triplete all’All England Club e se ne va mentre il suo arcirivale fa il giro di campo trionfale, non prima di aver ringraziato Felipe, il re di Spagna, per esser venuto a Londra a sostenerlo. Il re era seduto nella prima fila del Royal Box a fianco dei principi di Galles, William e Kate (che come patronessa del Club ha fatto le premiazioni) e dei loro due figli più grandi, George e Charlotte. Kate, rivela Alcaraz, gli ha fatto i complimenti per il torneo e per la bella finale. Anche lei non ha dubbi che Carlitos ritornerà. Per ora il trionfatore del Roland Garros ha in programma un paio di giorni di vacanza (le ultime a Ibiza, con tanto di immagini di festa su Instragram, avevano provocato qualche polemica), poi “bisogna ascoltare il corpo, anche se al momento mi sento bene, e cominciare a programmare i tornei americani”.