La tennista ceca sta scontando una sospensione di quattro anni dopo essersi rifiutata di sottoporsi ad un controllo antidoping fuori competizione

Marketa Vondrousova è stata sospesa per quattro anni dall’ITIA a causa del suo ingiustificato rifiuto di sottoporsi ad un controllo antidoping fuori competizione il 3 dicembre 2025. La vincitrice di Wimbledon 2023 ha presentato ricorso al TAS, con sede a Losanna, ma stando agli ultimi aggiornamenti non è stata ancora fissata una data per l’udienza. La tennista ceca – che non potrà rientrare nel circuito WTA fino al 2030 – ha raccontato sul suo profilo ufficiale Instagram il ‘dramma’ che sta vivendo durante i primi mesi della sua squalifica.
“Mi sono arrivati diversi messaggi in cui mi veniva chiesto di spiegare cosa succede quando stai scontando una sanzione di questo tipo. Molta gente è rimasta sorpresa dal fatto che continui a sottopormi a controlli antidoping, anche se sto scontando una pena di quattro anni” – ha scritto Marketa. “Ho notato che la maggior parte delle persone non ha la minima idea di cosa comporti una sanzione del genere. Non vuol dire soltanto che non posso giocare nel circuito professionistico per quattro anni, c’è molto di più. Non posso competere nei tornei, allenarmi nel mio club o usare le loro strutture di allenamento. La sanzione non riguarda solo la mia carriera, ma colpisce indirettamente anche la mia vita privata e le mie relazioni. Tanti dei miei amici fanno parte del mondo del tennis e improvvisamente non posso nemmeno andare a vederli giocare o sostenerli come ho sempre fatto” – ha aggiunto Vondrousova, che avrà 31 anni quando la sua squalifica sarà terminata.
La carriera di Marketa ha vissuto tre momenti speciali: la finale al Roland Garros nel 2019, l’argento olimpico nel 2021 e soprattutto il trionfo ai Championships tre anni fa. Gli infortuni subiti al polso e alla spalla avevano interrotto la sua ascesa, ma il titolo conquistato a Berlino nel 2025 aveva dimostrato che la ceca era sulla buona strada per tornare ai massimi livelli. Poi è iniziato l’incubo.

