Difficile immaginare un viaggio dall’altra parte del mondo per disputare un singolo torneo, più facile rivolgere il pensiero già alla stagione indoor

Foto di Felice Calabrò

La giornata di ieri ha portato con sé la notizia che nessuno avrebbe voluto, ovvero il ritiro di Jannik Sinner dall’ATP 500 di Pechino. Il numero uno al mondo non si sente ancora pronto a competere, e tornerà in campo soltanto quando sarà al 100% della condizione fisica. Naturale chiedersi in questo momento se parteciperà o meno al Masters 1000 di Shanghai, e così come in passato, la conferma o l’eventuale ritiro arriverà solo a pochi giorni dall’evento. Tuttavia è possibile seguire la logica per dare una prima risposta, e allo stato attuale è difficile pensare che Jannik prenderà parte al ‘1000’ che si gioca in terra cinese.

Un primo aspetto da tenere in considerazione è quello logistico. Shanghai è l’ultimo torneo della tournee asiatica, e questo costringerebbe Sinner ad affrontare un viaggio importante – in termini di ore, di ambientamento e molto altro – per disputare un solo torneo. Trattandosi del primo evento dopo un infortunio che lo tiene fuori ormai da tre mesi, nessuno può sapere se sarà in grado di arrivare fino in fondo, e il rischio concreto è di dover tornare a casa prima del previsto, affrontando di nuovo le tante ore di volo.

Il secondo aspetto è quello più strettamente legato al tennis. Lo scorso anno Sinner venne fermato da un problema di natura fisica, che lo costrinse al ritiro nel match di terzo turno contro Tallon Griekspoor. Le condizioni anche quest’anno non saranno molto differenti, e stressa il fisico in questo momento è forse la situazione meno adatta, considerando anche gli impegni che Jannik dovrà affrontare nell’ultimo scampolo di stagione. Anche in termini di punti il gioco – probabilmente – non vale la candela, ed è preferibile perdere i 50 punti di Shanghai per concentrarsi sui 3.000 che difenderà tra Vienna, Parigi e Torino.

Proprio Vienna sembra essere il torneo che potrebbe vedere il ritorno di Sinner, e se qualche settimana fa la sua iscrizione al torneo sembrava essere discutibile, ora è del tutto comprensibile. Un torneo di preparazione prima dei due appuntamenti cardine della stagione, con la speranza di riuscire a conservare il numero uno al mondo da qui a fine anno.