La leggenda serba ha vissuto un momento drammatico agli US Open, dove il suo corpo ha letteralmente ceduto infrangendo i suoi sogni di gloria

Foto di Ray Giubilo

Senza Jannik Sinner e con un Carlos Alcaraz al rientro dopo quattro mesi di stop, si pensava che Novak Djokovic potesse avere una chance in questa edizione degli US Open. La leggenda serba – invece – è stata sconfitta addirittura al primo turno dall’argentino Mariano Navone, sentendosi malissimo in campo e rimanendo vittima di un cedimento fisico che pone seri interrogativi sul suo futuro agonistico. L’ex numero 1 del mondo non sembra più in grado di reggere determinati sforzi e a 39 anni il tema del ritiro è tornato bruscamente di attualità.

Durante l’ultimo episodio del suo podcast, l’ex campione americano Andy Roddick ha analizzato le tremende difficoltà incontrate da Nole a New York: “Il suo corpo non era più in grado di andare avanti. Non è stata una questione di forza di volontà o di stringere i denti, semplicemente il suo corpo ha ceduto. Ha vomitato diverse volte, ha avuto un accenno di crampi e persino la schiena gli ha fatto male. Ogni volta che gioca uno Slam, ci chiediamo se sia l’ultimo ed è perfettamente normale. Il suo viso nel quinto set sembrava quello di un uomo solo contro tutto il mondo. Non era chiaro se fosse grato al pubblico per il supporto oppure se fosse soltanto immensamente triste.”

L’ex numero 1 del mondo non si è voluto sbilanciare sul futuro di Djokovic: “Non sappiamo se sarà in grado di rimettersi in sesto per gli Australian Open 2027, forse non lo sa nemmeno lui. Alla sua età è legittimo chiedersi se il momento del ritiro sia vicino, mentre sono ingiusti coloro che vogliono imporgli una scelta. Dovete stare zitti. Soltanto lui può prendere questa decisione, noi non abbiamo alcuna voce in capitolo. Ognuno sceglie la propria strada.” Il 24 volte vincitore Slam compare nell’entry list dell’ATP 500 di Pechino, ma ciò non significa necessariamente che sarà presente nella capitale cinese a fine mese.