L’azzurro felice dopo il convincente successo al debutto in Portogallo contro Martinez

ESTORIL – La parte più difficile è stata l’interruzione di oltre mezz’ora per un blackout del sistema di arbitraggio elettronico. Per il resto, l’ottavo di finale di Luciano Darderi all’Estoril Open contro lo spagnolo Pedro Martinez (finalista qui due anni fa) è stato poco più di un allenamento: 6-0, 6-1 in un’ora e due minuti. L’unico game Martinez l’ha portato a casa qua do era già sotto 0-5 nel secondo set. In altri due minuti Darderi ha chiuso la pratica.

“Son stato bravo a rimanere concentrato dopo l’interruzione”, ha detto. Il fatto che fosse già 6-0 e 40-0 nel primo game del secondo set, dopo mezz’ora di gioco, certamente avrà aiutato.

Nei quarti di finale, venerdì pomeriggio, il tennista nato Villa Gesell affronterà il portoghese Jaime Faria. “So che avrò il pubblico contro, ma va bene così – ha detto a fine partita – È la mia prima volta all’Estoril Open. Sono arrivato in fiducia e oggi ho giocato un incontro quasi perfetto”.
Se tutto va come da copione, Estoril potrebbe proporre un bis della finale della settimana scorsa a Bastad, dove Darderi ha dovuto cedere ad Andrei Rublev. Il russo è testa di serie numero 1 dell’ATP 250 portoghese, l’italiano numero 2.

Anche Rublev ha avuto ben pochi problemi a disfarsi dell’avversario degli ottavi, il kazako Timofey Skatov, con un doppio 6-1.

L’unico altro momento di incertezza nel match di Darderi, oltre al prolungato blackout, è stato nel secondo game dell’incontro quando il numero 21 del ranking mondiale è rotolato contro la rete nel tentativo di recuperare una smorzata di Martinez ed è rimasto a terra toccandosi la caviglia destra e ha avuto bisogno di qualche minuto di recupero. Da come ha ripreso, strappando il servizio allo spagnolo, è apparso evidente che non c’erano conseguenze immediate.

Nei quarti, Rublev affronterà Luca Van Assche che ha battuto in 3 set la testa di serie n.8 Pablo Carreño Busta, campione a Estoril nel 2017.

Proprio su Rublev ha aggiunto: “La settimana scorsa a Bastad lui è stato bravo a non farmi fare il mio gioco, forse mi sono messo pressione da solo, pensando al fatto che l’anno prima avevo vinto. Questo mi ha fatto innervosire come di solito non mi capita. Speriamo in un bis della finale di Bastad qui a Estoril, con risultato diverso”. Rispetto al torneo svedese, ha detto Darderi, la terra qui è più veloce, la palla rimbalza di più. “Poi qui c’è caldo, a Bastad pioveva…”.